Le isole Vanuatu “rase al suolo”: il ciclone ha spazzato via le case

MeteoWeb

Ora Pam si sta dirigendo in direzione della Nuova Zelanda, dove si stanno mettendo a punto le difese contro la sua furia

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Un bilancio delle vittime e’ ancora impossibile, ma appare gia’ chiaro che alla maggioranza della popolazione ha tolto la casa il superciclone Pam, che ha scatenato l’inferno sul paradiso tropicale di Vanuatu, piccolo arcipelago del sud-ovest del Pacifico, in quello che viene ormai classificato come il piu’ grande disastro naturale della storia del Pacifico. Alcuni operatori riferiscono una prima impressione di vaste aree “rase al suolo”. In un disperato e commosso collegamento video con la Bbc da Sendai, in Giappone, il presidente di Vanuatu, Baldwin Lonsdale, ha definito il ciclone un “mostro” ed ha reso noto che e’ stato dichiarato lo stato d’emergenza. Uno stato d’emergenza allargato al mondo, con una richiesta urgente, fatta gia’ ieri, di aiuti alla comunita’ internazionale.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

A fronte tuttavia di 8 morti e di una trentina di feriti confermati, tutti nella zona della capitale Port Vila, “purtroppo – ha detto Lonsdale – non abbiamo ancora informazioni su vittime e danni dalle altre isole”, in quanto le comunicazioni sono ancora in gran parte interrotte. Poi, nel collegamento con la Bbc, Lonsdale, con la voce rotta dalla commozione, ha affermato che “la maggioranza degli edifici e’ stata distrutta, come la maggioranza delle case, delle scuole, dei servizi sanitari”. Secondo le prime impressioni di operatori umanitari australiani e neozelandesi, una buona parte del Paese appare “rasa al suolo”. Hannington Alatoa, capo della Societa’ della Croce Rossa di Vanuatu, anche lui in Giappone per la conferenza sui disastri naturali, ha riferito che “nella parte occidentale dell’isola di Tanna non c’e’ una pianta, un albero o una struttura di metallo ancora in piedi”. Anche a Port Vila i soccorritori riferiscono di ampie distruzioni, di edifici danneggiati e di palme e altri alberi divelti e caduti sulle strade o sulle case. E se gli edifici in cemento armato o muratura solida appaiono ancora in piedi, le baracche con i tetti di frasche o di corrugato sono andate in pezzi, come mostrano le riprese televisive fatte nella zona di Port Vila.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il piccolo arcipelago, paradiso di vulcani e di fondali marini che attraggono centinaia di migliaia di turisti l’anno, conta 267.000 abitanti sparsi su 65 isole, con una concentrazione di oltre 47.000 anime nella capitale. Affiora fra la Nuova Caledonia e le isole Salomone, a nord della Nuova Zelanda. La notte fra venerdi’ e sabato e’ stato centrato dalla supertempesta, che l’ha investita con venti a 270 chilometri orari – equivalente, nell’Atlantico, a un uragano di categoria 5 – provocando devastazione, inondazioni, frane, smottamenti e interruzione dell’elettricita’ e dell’acqua. La popolazione che ha avuto l’abitazione distrutta o resa inagibile si appresta a trascorrere nei rifugi la terza notte consecutiva. Ora Pam, che ha perso nel frattempo una parte della sua potenza, dopo aver creato danni anche a Kiribati e alle Salomone, si sta dirigendo in direzione della Nuova Zelanda, dove si stanno mettendo a punto le difese contro la sua furia.