Le palme: un elemento simbolico e rituale molto diffuso in tutte le Regioni italiane e Mediterranee

Oggi si celebra la domenica delle Palme, con un simbolo ricorrente nella nostra identità latina e mediterranea

La presenza di palme da dattero nella cultura rituale italiana è attestata a San Remo, sin dalla fondazione della città nel Medioevo e si fa risalire alla loro introduzione all’epoca delle Crociate e delle incursioni dei Saraceni o ai contatti commerciali della Repubblica di Genova con la regione del levante spagnolo dove si trova il palmeto di Elche. La tradizione romana del Dies palmarum, sorta in Vaticano, risale invece al 1586, quando papa Sisto V decise di far erigere, in Piazza San Pietro, l’obelisco egiziano dedicato da Caligola ad Augusto e Tiberio.

PALME 7 ITALIALe funi di sollevamento erano prossime al punto di rottura ma, nel silenzio generale della difficile operazione di sollevamento, un grido lacerò la piazza: “Aiga ae corde” (Acqua alle corde), impartito dl capitano marittimo Giovanni Bresca che assisteva alla manovra. Il suo suggerimento venne ascoltato, le corde vennero adeguatamente bagnate e si contrassero, permettendo così il definitivo assestamento dell’obelisco che era pericolosamente in bilico. Fu allora che il Papa, riconoscendo il tempismo e l’utilità di quel grido, conferì al Bresca e alla sua progenie il privilegio di fornire ogni anno al Vaticano le palme necessarie per la commemorazione della Domenica delle Palme.

SA PRAMAIn Sardegna è portata avanti una delle più ricche tradizioni di palme intrecciate, chiamata “Sa Prama”, Risalente al XII secolo o forse ancora più antica, che utilizza una foglia di palma endemica, la Chamaerops Humilis. Il ciclo di lavorazione delle palme inizia nel mese di luglio, quando, a seconda dell’intreccio che si vuole effettuare, sono selezionati i rami più adatti che vengono legati e coperti per mesi con sacchi o coperte. Le foglie, germogliate al buio, crescono gialle e tenere, adatte ad essere lavorate ad intreccio secondo motivi tradizionali tramandati nei secoli. La “filadura de pramma” ripiega e lavora le foglie di palma creando diverse forme e decorazioni simboliche.

PULLEZULLETra le tecniche più semplici: annodatura, raggiera, intreccio diagonale e perpendicolare, mentre quelle più complesse sono utilizzate per creazioni artistiche, destinate alla processione religiosa. La dimensione delle foglie e la ricchezza della lavorazione dipendono dallo status di chi le riceve, le più grandi sono destinate al vescovo e agli altri celebranti. Proseguendo, vi è la tradizione corsa delle “pullezulle”, “grandi palme”, unite con punti metallici o rami di castagno, seguendo una metodologia rigorosa nelle condizioni di organizzazione del lavoro, nella scelta dei motivi e nella loro originalità. Le varie confraternite competono nell’elaborazione della “grande palma” più bella, raggiungendo intrecci di più di 16 steli. A Nizza, invece, vi sono i rampau (ramoscelli). Qui, dove vi è un sentito artigianato delle palme intrecciate, i ramoscelli sono confezionati oltre che con palme, con rami di bosso, lauro o olivo e vengono decorati con scorze d’arancia e bonbons per la gioia dei più piccoli.