Le più belle FOTO di Reuters scattate negli ultimi trent’anni: un album straordinario

  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
    LaPresse/Reuters
/
MeteoWeb

Le foto più significative degli ultimi 30 anni, vere e proprie icone

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Reuters ha di recente pubblicato una selezione delle foto più significative degli eventi che hanno caratterizzato il mondo negli ultimi 30 anni.

Alcune sono diventate vere e proprie icone.

Altre, meno note, riportano alla memoria eventi e fatti che hanno comunque impresso il loro marchio nella storia.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Reagan e Gorba?ëv

Il Presidente Ronald Reagan (a destra), nel primo incontro, stringe la mano al leader sovietico Michail Gorba?ëv nell’ambito della firma di un trattato sulla corsa alle armi a Ginevra, il 19 novembre 1985.

I due leader si sono incontrati quel giorno per la prima volta per discutere delle relazioni diplomatiche tra le due potenze mondiali.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Mychal Judge, la prima vittima accertata dell’11 settembre

I soccorritori trasportano il cappellano del New York City Fire Department, Mychal Judge, estratto da una delle torri del World Trade Center a New York, l’11 settembre del 2001.

Mychal Judge, morì ai piedi delle Torri cercando di mettere in salvo chi usciva terrorizzato. Venne colpito dai detriti della Torre Sud mentre dava l’estrema unzione ad un pompiere di cui era padre spirituale.

L’uomo sarà poi riportato come la prima vittima accertata al World Trade Center.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Nel mirino del fuoco nemico

Il sergente William Olas Bee, marine degli Stati Uniti, è obiettivo del fuoco nemico a Garmser in Afghanistan, l’8 maggio 2008.

I marine avevano individuato dei talebani in movimento vicino al campo, a 200 metri, finché sono spariti dalla vista: è stato in quel momento che ha avuto inizio lo scontro a fuoco.

Il sergente William Bee era lì col suo M-16, si è alzato per puntare il fucile d’assalto, ed in un attimo era a terra senza conoscenza. Fortunatamente non è stato colpito e si è ripreso in fretta.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’incidente al Gran Premio di Germania 1994

Il carburante fuoriesce dalla vettura di Formula 1 del pilota Jos Verstappen e incendia l’auto Benetton Ford, durante il Gran Premio di Germania a Hockenheim, il 31 luglio 1994.

A causa di un errore dei meccanici che sfilarono troppo presto il bocchettone del carburante, la benzina fuoriuscì dalla monoposto e, a contatto con gli scarichi caldi, prese subito fuoco. L’incendio fu rapidamente domato e l’olandese, uscito immediatamente dall’abitacolo, riportò solo alcune lievi ustioni.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La Strage di Beslan

Un poliziotto russo tiene in braccio uno dei bambini tenuti in ostaggio e liberati da una scuola di Beslan, in Ossezia Settentrionale, a poca distanza dalla Cecenia, il 2 settembre 2004.

La Strage di Beslan è avvenuta fra il 1° e il 3 settembre 2004 in una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa, dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l’edificio scolastico sequestrando circa 1300 persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, fu l’inizio di un massacro che causò la morte di 331 persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La Rivoluzione romena del 1989

Gli abitanti di Bucarest si riparano dal conflitto a fuoco durante lo scontro, il 23 dicembre 1989.

La Rivoluzione romena del 1989 portò al crollo, in Romania, del regime comunista del dittatore Nicolae Ceau?escu. Le proteste raggiunsero il culmine con il processo e l’esecuzione di Ceau?escu e della moglie Elena.

La Romania fu l’unico Stato del Patto di Varsavia nel quale la fine del regime ebbe luogo in modo violento.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il record e la squalifica di Ben Johnson

Ben Johnson vince la medaglia d’oro nei 100 metri piani alle Olimpiadi di Seul, il 24 settembre 1988.

Dietro di lui Calvin Smith, Linford Christie e Carl Lewis.

Stabilì il nuovo record mondiale con il tempo di 9″79, ma tre giorni risultò positivo ai test antidoping: fu quindi squalificato con il conseguente annullamento della vittoria e del record.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Sbarco a Gran Taraja, nelle Isole Canarie

Un immigrato si trascina sulla spiaggia di Gran Tarajal a Fuerteventura, nelle Isole Canarie, il 5 maggio 2006.

Evidente il contrasto della società: un gruppo di persone sullo sfondo prende il sole, mentre un uomo striscia sulla sabbia dopo aver rischiato la vita per giorni.

I migranti, che rischiano la vita nella traversata, sono stati in quell’occasione soccorsi dalla Croce Rossa spagnola, che ha fornito loro acqua e vestiario, esausti per il lungo viaggio.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Kenji Nagai e la sua ultima foto

Kenji Nagai, reporter free lance, giace a terra a Yangon, il 27 settembre 2007.

Arrivato in Birmania due giorni prima che scoppiasse la rivolta, quel giorno stava seguendo una dimostrazione quando il proiettile sparato da un militare lo ha raggiunto.

E’ stato un fotoreporter giapponese, ucciso durante la rivolta del settembre 2007 in Birmania. Aveva realizzato reportage di guerra da Afghanistan, Cambogia, Iraq e territori palestinesi. La sua morte è stata resa celebre dallo scatto di un altro reporter, Adrees Latif, che ha fotografato Nagai mentre tentava di scattare un’ultima immagine.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La guerra in Ossezia del Sud

Un uomo georgiano piange la morte di un familiare dopo un bombardamento a Gori, 80 km da Tbilisi, il 9 agosto 2008.

Il conflitto iniziò tra il 7 e l’8 agosto 2008, con l’aggressione dell’esercito georgiano al territorio osseto. Nel corso della notte l’attacco perpetrato con carri armati e cacciabombardieri costò la vita a 1700 osseti, la maggior parte civili. Il 9 agosto, la Federazione Russa è intervenuta massicciamente sbaragliando i georgiani ed arrivando ad occuparne una larghissima parte del territorio, sino a poche decine di chilometri da Tbilisi.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il Terremoto del Sichuan

Una donne piange, non riesce a ritrovare il figlio di 4 anni ed il marito tra le le rovine di una scuola distrutta dal terremoto che ha colpito il Sichuan, il 17 maggio 2008.

Il Terremoto del Sichuan è avvenuto in Cina il 12 maggio 2008 alle 06:28 UTC, con epicentro nella Contea Wenchuan. Il sisma ha avuto una magnitudo 8.0 secondo il centro sismologico statale cinese, e magnitudo 7.9 secondo l’USGS.

Gli edifici hanno ondeggiato fino in Pakistan, Thailandia e Vietnam. Con 69.195 vittime, è stato il terremoto più forte e con il più alto numero di vittime avvenuto in Cina dal 1976, dal Terremoto di Tangshan dove morirono circa 250.000 persone.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’aurora boreale ed il vulcano Eyjafjallajokull

L’aurora boreale e la colonna di ceneri del vulcano islandese Eyjafjallajokull, il 22 aprile 2010.

Dopo 187 anni, il 20 marzo 2010, si è verificata un’eruzione che ha causato l’evacuazione di circa 600 persone. Il 15 aprile le ceneri vulcaniche hanno portato alla paralisi degli spazi aerei e di vari aeroporti di Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Francia, Germania, Svizzera, Svezia, Polonia, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Romania, Spagna e Italia.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon

I bagnanti prendono il sole dietro un muro di balle di fieno, utilizzate per assorbire il petrolio ed impedire che vada oltre a Dauphin Island, Alabama, l’11 maggio 2010.

Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, affiliata alla British Petroleum, è stato uno sversamento massiccio di petrolio verificatosi nelle acque del Golfo del Messico. Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato il 4 agosto 2010, con sversamenti sul fondale marino e milioni di barili di petrolio che galleggiavano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida. È da considerasi il disastro ambientale più grave della storia americana.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Rappresaglia israeliana a Gaza

Vittime giacciono a terra a Jabalya, nel campo profughi a nord della Striscia di Gaza, il 6 marzo 2003.

Quattordici palestinesi sono stati uccisi e circa cento feriti durante un raid dell’esercito israeliano nel campo profughi di Jabaliya nella parte settentrionale della striscia di Gaza. Il raid israeliano è giunto a seguito di un attentato suicida che ha provocato la morte di 15 persone su un bus di linea ad Haifa. Secondo la radio di Stato israeliana il kamikaze era membro dell’organizzazione palestinese Hamas.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

I militari sgombrano le sinagoghe a Gaza

Gli oppositori al piano di disimpegno unilaterale israeliano urlano contro le forze dell’ordine, dopo avere occupato il tetto di una sinagoga nella Striscia di Gaza, il 18 agosto 2005.

Centinaia di poliziotti e di soldati hanno partecipato all’operazione di evacuazione forzata del principale luogo di culto delle colonie della Striscia di Gaza. I coloni avevano occupato il tetto della sinagoga di Kfar Darom rifiutando di lasciare l’insediamento: per liberare il tetto dalla presenza dei coloni, le forze israeliane hanno cercato di salire sull’edificio con delle scale, ma più volte sono stati respinti. Una volta raggiunto il tetto, poliziotti e soldati israeliani sono stati bersagliati con vernice e sabbia. Le forze di polizia hanno trascinato fuori dalla sinagoga decine di giovani, alcuni dei quali avvolti nello scialle di preghiera ebraico. Decine di giovani israeliani si sono stesi in terra e sono stati portati via di peso dai militari dall’interno della sinagoga.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’incendio dei pozzi di petrolio in Kuwait

Due tecnici di Boots & Coots cercano di spegnere un incendio di un pozzo di petrolio ad Al-Ahmadi, provocato dalle truppe di Saddam Hussein in ritirata, il 30 marzo 1991.

L’incendio dei pozzi di petrolio è stata la strategia adottata da Saddam Hussein nella Prima Guerra del Golfo per contrastare le forze alleate: un atto disperato che ha causato un danno economico e ambientale enorme. Ben 788 pozzi di petrolio hanno bruciato per mesi, anche dopo la conclusione di Desert Storm.
Lo spegnimento dei pozzi cominciò al termine delle operazioni militari rendendo l’operazione più difficile, durando per diversi mesi: ad agosto 1991 alcuni incendi non erano ancora stati domati. Il disastro economico e ambientale fu enorme.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’anarchia albanese del 1997

Un uomo albanese porta un bambino verso un elicottero della marina statunitense in fase di atterraggio sulla spiaggia di Golem, vicino al porto di Durres, il 16 marzo 1997.

Durante l’anarchia albanese o anarchia del 1997 il Paese era immerso nel caos: dopo le rivolte di gennaio e febbraio, nel mese di marzo, nell’Albania meridionale le proteste diventarono violente. La polizia di stato non aveva potere sufficiente per fermare la ribellione, e il Presidente della Repubblica dichiarò lo stato d’emergenza.

Nelle zone settentrionali si creò l’anarchia, mentre nel meridione e nelle zone centrali il territorio era caduto nelle mani di diverse bande armate. Riprese l’emigrazione verso l’Italia, contrastata dalla Marina Militare Italiana con azioni che portarono al tragico naufragio della Kater I Rades. I Paesi esteri organizzarono operazioni militari per recuperare i loro cittadini. Durante il periodo di anarchia persero la vita circa 2000 persone.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La Guerra del Golfo e gli aiuti umanitari ai Curdi

I rifugiati curdi lottano per un tozzo di pane durante una distribuzione di aiuti umanitari al confine tra Turchia e Iraq, il 5 aprile 1992.

Tra il marzo 1991 e il 31 dicembre 1996 si svolsero le operazioni Provide Comfort e Provide Comfort II a cui presero parte gli Stati Uniti e alcuni alleati (Australia, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e Italia): lo scopo era quello di difendere e portare aiuti umanitari ai Curdi in fuga verso il nord dell’Iraq durante la Guerra del Golfo.

Il 5 aprile venne e approvata la risoluzione 688 ONU con la quale si intimava all’Iraq di cessare le ostilità contro la sua stessa popolazione. Il 6 aprile l’operazione Provide Comfort iniziò a consegnare aiuti umanitari ai Curdi, con una No-fly zone sopra il 36º parallelo vegliata dall’aviazione degli Stati Uniti, della Francia e del Regno Unito. Piccole basi militari vennero installate in Turchia, vicino al confine con l’Iraq, per fornire aiuto alle popolazioni in fuga.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La rivoluzione egiziana del 2011 e le dimissioni di Mubarak

Un sostenitore dell’opposizione mostra un portatile con immagini delle celebrazioni in Piazza Tahrir, al Cairo, dopo le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak, l’11 febbraio 2011.

Il movimento di protesta, che ebbe inizio il 25 gennaio 2011, era imperniato sul desiderio di rinnovamento politico e sociale contro il regime del Presidente Hosni Mubarak: inizialmente manifestato con mezzi pacifici, si è poi sviluppato in modo violento, sfociando in aspri scontri che hanno provocato numerose vittime tra manifestanti, poliziotti e militari.

Alla fine di intense trattative tra le diplomazie e tra le opposizioni e il governo, Mubarak ha rassegnato le dimissioni dalla propria carica l’11 febbraio. La notizia viene accolta dalle centinaia di migliaia di persone per le strade della capitale con manifestazioni di gioia, mentre in tutto il Paese si svolgono i festeggiamenti per un avvenimento atteso da milioni di persone.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Nelson Mandela torna libero

Nelson Mandela, accompagnato dalla moglie Winnie, esce trionfante dalla prigione Victor Verster vicino Città del Capo, dopo avervi trascorso 27 anni, l’11 febbraio 1990.

In una domenica di sole, viene liberato il leader della lotta all’apartheid da molti chiamato Madiba. La liberazione ha avuto un valore storico, perché con la fine della sua carcerazione e con il ritorno alla legalità dell’African National Congress (ANC) si è messo fine ad una delle più vergognose discriminazioni razziali della storia.

Nel 1993 gli verrà conferito il Premio Nobel per la Pace. Nel 1994 sarà il primo presidente nero del Sudafrica.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Bombe nella City

Una bomba ha danneggiato la città di Londra, il 24 aprile 1993.

Il Conflitto nordirlandese, si è svolto tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’90 in Irlanda del Nord: gli effetti si sono allargati anche all’Inghilterra e alla Repubblica d’Irlanda.

Gli anni tra il 1988 e il 1993 furono tra i più violenti dell’intero periodo perché vedevano coinvolti l’IRA, i paramilitari lealisti e le forze speciali britanniche (SAS e 14th Intelligence). Nell’aprile 1992 e nell’aprile 1993 l’IRA fece esplodere due gigantesche bombe nella City di Londra causando danni per quasi 2 miliardi di sterline.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il crollo del Muro di Berlino

Un dimostrante colpisce il Muro di Berlino mentre i militari di confine di Berlino Est guardano dall’alto la Porta di Brandeburgo, l’11 novembre 1989.

Il Muro di Berlino divise in due la città per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l’apertura delle frontiere con la repubblica federale. Il 9 novembre 1989, dopo settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est permise le visite in Germania e Berlino Ovest; dopo questo annuncio molti cittadini dell’Est si arrampicarono sul muro e lo superarono, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall’altro lato in un’atmosfera festosa.

Durante le settimane successive piccole parti del muro furono demolite e portate via dalla folla.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Una piccola bara ed una croce verso l’ospedale di Bucarest

Genitori trasportano una piccola bara ed una croce verso l’ospedale di Bucarest per prendere il corpo del proprio bambino morto di AIDS, il 6 febbraio 1990.

A quel tempo esisteva un reparto dell’ospedale della capitale in cui venivano ricoverati i bimbi positivi all’HIV.

I piccoli malati avevano un’età che andava da uno a cinque anni, ed uno di loro ha esalato l’ultimo respiro il giorno prima.

I genitori affranti trasportano con sé la loro sofferenza, oltre all’occorrente per seppellire il loro figlio.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’impegno sociale di Lady D

La principessa Diana del Galles abbraccia un bambino malato di cancro al Shaukat Khanum Memorial Cancer Hospital di Lahore, in Pakistan, il 22 febbraio 1997.

Diana Spencer, conosciuta anche come Lady D (in Italia), fu una delle figure più amate e popolari della monarchia britannica.

Morì circa sei mesi dopo (31 agosto 1997) in un incidente automobilistico a Parigi.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il Rivoltoso Sconosciuto di piazza Tienanmen 

Un uomo rimane fermo davanti a un convoglio di carri armati lungo Viale della Pace Eterna, in piazza Tienanmen, a Pechino, il 5 giugno 1989.

Il giorno prima molti manifestanti che chiedevano riforme democratiche furono uccisi dall’esercito cinese su ordine del governo di Deng Xiaoping. La protesta di piazza Tienanmen comprende una serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali e operai nella Repubblica Popolare Cinese tra il 15 aprile e il 4 giugno 1989. Il Rivoltoso Sconosciuto è diventato per molti un simbolo di lotta contro la tirannia.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Siccità in Niger

Le dita di una bimba malnutrita di un anno toccano le labbra di sua madre in una clinica di Tahoua nel Niger, il 1° agosto 2005.

Nell’ottobre 2005 si è verificata una delle peggiori siccità della storia del Paese, la quale ha distrutto senza pietà tutti i raccolti lasciando 3,6 milioni di persone senza cibo, tra cui decine di migliaia di bambini.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Gli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998

Il corpo di un uomo viene soccorso nel luogo di esplosione di una bomba a Nairobi, Kenya, il 7 agosto 1998.

La bomba, che ha ucciso oltre 250 persone e ne ha ferite oltre 5000 cinquemila feriti, era stata piazzata nell’ambasciata statunitense, rimasta seriamente danneggiata assieme ad un edificio vicino. L’attentato venne rivendicato dall’organizzazione terroristica di Al Qaida, nata poco meno di dieci anni prima.

Gli attentati avvennero a Nairobi e Dar es Salaam quasi simultaneamente, intorno alle 10:45 ora locale. La data era la ricorrenza dell’arrivo delle truppe americane sul suolo saudita durante la prima guerra del Golfo. L’esplosione a Nairobi fu la più violenta delle due, e fu udita a oltre 30 km di distanza.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Gli ultimi due leader della politica dei blocchi, Mikhail Gorbaciov e Erich Honecker

Il segretario generale del Partito Comunista dell’URSS Mikhail Gorbaciov si congratula con un bacio con Erich Honecker dopo la sua rielezione a segretario del comitato centrale del Partito Socialista della Germania dell’Est, il 21 aprile 1986.

Il Muro di Berlino sarebbe caduto poco più di tre anni più tardi.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il conflitto Israele-Palestina

Alcuni palestinesi tentano di scappare dai soldati israeliani che stanno lanciando del gas lacrimogeno durante gli scontri a Khan Younis, nella Striscia di Gaza, il 20 ottobre 2000.

Khan Yunis (lett. la locanda di Giona) è una città con adiacente campo per rifugiati della parte meridionale della Striscia di Gaza.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’incidente del Concorde

Le fiamme avvolgono l’aereo Concorde di Air France poco prima dello schianto a Gonesse, vicino all’aeroporto Roissy a Parigi, il 25 luglio 2000.

Tutti e cento i passeggeri, nove membri dell’equipaggio e quattro persone presenti sul luogo dello schianto morirono nell’incidente.

L’incidente, l’unico nella storia dell’aereo supersonico, fece molto scalpore e sancì il primo passo verso l’abbandono dei voli supersonici per l’aviazione civile. Dieci anni dopo l’incidente, il tribunale di Pontoise, un comune poco oltre la periferia di Parigi, ha stabilito che a causarlo fu una striscia metallica in titanio lasciata sulla pista dell’aeroporto da un aereo della compagnia statunitense Continental Airlines.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il terremoto e maremoto dell’Oceano Indiano del 2004

Una donna indiana piange la morte di una sua parente uccisa da uno tsunami a Cuddalore, India, il 28 dicembre 2004.

Il terremoto di magnitudo 9.3 nell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004, fu il terzo più violento degli ultimi quarant’anni, e causò uno tsunami con onde alte 15 metri che uccisero almeno 230mila persone in 14 Paesi. I danni più consistenti furono registrati soprattutto in Indonesia, ma ci furono gravi conseguenze anche nelle aree costiere di Sri Lanka, India, Thailandia, Birmania, Bangladesh, Maldive, ma anche Somalia e Kenya.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’incontro Bush-Merkel prima del summit G8

L’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush restituisce un bimbo che piange, che gli era stato dato in braccio da alcune persone della folla dopo una cena con il cancelliere tedesco Angela Merkel a Trinwillershagen, Germania, il 13 luglio 2006.

Il presidente americano è giunto il 12 luglio in Germania, come prima tappa del viaggio che lo ha portato il 14 luglio in Russia per il summit del G8, che si è svolto dal 15 al 17 luglio a San Pietroburgo.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’esplosione del condotto di Abule Egba

Un uomo rimuove la fuliggine dal suo volto dopo l’esplosione di un condotto del gas ad Abule Egba, Lagos, Nigeria, il 26 dicembre 2006.

Oltre 500 persone sono state bruciate vive quando il carburante di un condotto danneggiato è esploso: l’incidente è stato causato dall’azione di alcuni ladri, che da mesi intercettavano i materiali trasportati dal condotto per poi rivenderlo.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

I Giochi della XXIX Olimpiade a Pechino

La bandiera nazionale cinese viene innalzata nello durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, l’8 agosto 2008.

Si è trattato della prima volta in Cina e la terza volta in Asia dopo Tokyo 1964 e Seoul 1988: parteciparono alle gare circa 10.900 atleti e la cerimonia di chiusura si tenne il 24 agosto 2008.

Pechino è stata scelta come sede dei Giochi il 13 luglio 2001, preferita alle città di Toronto, Parigi, Istanbul e Osaka.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La guerra in Afghanistan

Un soldato statunitense riposa durante una missione notturna vicino al campo Honaker Miracle nella valle del Pesh, nel Kunar, in Afghanistan, il 12 agosto 2009.

Gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan nel il 7 ottobre del 2001. Hanno terminato le proprie operazioni militari nel paese nel dicembre del 2014, impegnandosi a lasciare solo alcuni contingenti fino al 2016.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La Guerra d’Iraq

Un marine statunitense guarda crollare una statua del presidente iracheno Saddam Hussein nel centro di Baghdad, il 9 aprile 2003.

Le truppe hanno tirato giù la statua di sei metri mentre gli abitanti della capitale festeggiavano la caduta dell’uomo che ha governato il Paese per 24 anni.

Gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq per rovesciare Saddam solo dieci giorni prima, il 30 marzo 2003. La guerra si è conclusa nel dicembre del 2011 e sono morti oltre 4300 soldati statunitensi.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’assassinio del Primo Ministro libanese Rafik al-Hariri

Un uomo libanese chiede aiuto per un uomo ferito vicino al luogo di esplosione di una bomba a Beirut, il 14 febbraio 2005.

L’autobomba ha ucciso il Primo Ministro Rafik al-Hariri insieme ad altre 21 persone, mentre la sua auto passava davanti all’Hotel St. George.

Insieme a lui morirono alcune delle sue guardie del corpo e il suo amico ed ex Ministro dell’Economia Bassel Fleihan.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’epidemia di SARS ad Hong Kong

Un uomo in lutto indossa una mascherina sulla bocca durante il funerale di Tse Yuen-man, un medico di Hong Kong che si era occupato di SARS, il 22 maggio 2003.

Tra il novembre del 2002 e il luglio del 2003 un’epidemia di SARS nel sud della Cina ha causato 774 morti, in vari Paesi, e la maggioranza ad Hong Kong, secondo i dai dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il fallimento di Lehman Brothers

Dei dimostranti protestano contro Richard Fuld, Chairman e Chief Executive della Lehman Brothers Holdings, mentre prende posto per testimoniare innanzi alla commissione che si occupa di indagare su cause ed effetti della bancarotta della Lehman Brothers a Capitol Hill, Washington, il 6 ottobre 2008.

Fuld ha dichiarato al Congresso che sia la Federal Reserve che la SEC sapevano ed erano state sempre tenute al corrente della situazione critica in cui versava Lehman Brothers, crollata sotto l’attacco di voci incontrollate, regole inadeguate e la reazione troppo lenta dei regolatori del mercato.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il Terremoto di Haiti del 2010

Un bambino ferito viene curato dopo il disastroso terremoto che ha colpito Port-au-Prince, il 13 gennaio del 2010.

Il terremoto magnitudo 7 che ha colpito Haiti ha ucciso 222.517 persone, coinvolgendone altre 3 milioni, creato danni ovunque, ha lasciato il Paese in grande difficoltà. La scossa principale si è verificata alle ore 16:53 locali (le 21:53 UTC) di martedì 12 gennaio 2010 a 13 km di profondità.

A causa della povertà e dell’isolamento del Paese e dei gravi danni alle infrastrutture di comunicazione, non è possibile definire con certezza il numero di vittime del sisma.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Alluvione del Pakistan del 2010

Un gruppo di alluvionati cerca di aggrapparsi ad un elicottero dell’esercito giunto nel distretto pakistano di Muzaffargarh (provincia del Punjab) per distribuire cibo, il 7 agosto del 2010.

I pakistani, in condizioni disperate a causa delle inondazioni, tentavano di fuggire con gli elicotteri, in una fase in cui era atteso un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo.

Causate da copiose piogge monsoniche, le alluvioni dell’agosto 2010 hanno colpito circa 20.000 persone, uccidendone circa 1.600: il numero degli sfollati fu sei volte quello registrato dopo il devastante terremoto di Haiti del 2010.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Kim Il-sung ed il culto della personalità

Una fotografia di Kim Il-sung, politico e dittatore di ideologia comunista della Corea del Nord, su un edificio della capitale Pyongyang, il 5 ottobre 2011.

Kim Il-sung è stato a capo della Repubblica Popolare Democratica di Corea dal 1948 al 1994, anno della sua morte. E’ stato Primo Ministro dal 1948 al 1972 e poi presidente dal 1972 al 1994. È stato anche il leader del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord dal 1949 al 1994.

È noto soprattutto per la portata del culto della personalità nei suoi riguardi: la Corea del Nord si riferisce a lui ufficialmente come al “Grande Leader”, ed è definito nella costituzione come “Presidente Eterno” della nazione. Il suo compleanno è festività pubblica in Corea del Nord.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

I fratelli Coyer e la guerra in Afghanistan

Lesleigh Coyer, 25enne di Saginaw (Michigan), è sdraiata sul prato di fronte alla tomba del fratello Ryan (U.S. Army) al cimitero nazionale di Arlington, in Virginia, l’11 marzo 2013.

Ryan Coyer ha combattuto per l’esercito statunitense sia in Iraq che in Afghanistan, ed è morto a causa di complicazioni per delle ferite riportate in Afghanistan.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La stretta di mano tra Arafat e Rabin

Il presidente Bill Clinton guarda il leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina Yasser Arafat mentre stringe la mano al primo ministro israeliano Yitzhak Rabin alla Casa Bianca, Washington, il 13 settembre 1993.

Era la prima volta che i due Paesi si riconoscevano come legittimi interlocutori ed era la prima volta che i due leader si stringevano la mano in pubblico. La foto della stretta di mano è diventata un simbolo internazionale del tentativo dei due popoli di giungere a un accordo pacifico.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La Guerra del Kosovo

Una donna di etnia albanese allatta il suo bambino mentre lei ed altri 2000 rifugiati varcano i confini della Macedonia dopo avere abbandonato il Kosovo, il 30 marzo 1999.

Oltre 2000 rifugiati sono entrati in Macedonia dopo passando per una zona montagnosa ma furono bloccati dall’esercito macedone per parecchie ore e passarono la notte nella foresta. Fu concesso loro l’ingresso, dopo le pressioni di alcuni funzionari delle Nazioni Unite. La Guerra del Kosovo è cominciata nell’aprile 1996 per terminare nel giugno del 1999.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Il Terremoto di Sendai e del T?hoku del 2011

Un funzionario con una tuta bianca protettiva verifica la presenza di eventuali segni di radiazioni su un bambino proveniente da un’area evacuata vicino alla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, a Koriyama, l’11 marzo del 2011.

La foto fu scattata due giorni dopo il disastroso terremoto che colpì la costa nord-occidentale del Giappone, causando la morte di 15.703 persone. Le scossa più forte ebbe luogo alle ore 14:46 locali alla profondità di 30 chilometri. Il sisma è a tutt’oggi il più potente mai misurato in Giappone e il settimo a livello mondiale.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Sospettato pluriomicida, lapidato e bruciato vivo

Un haitiano sospettato di essere un pluriomicida alla festa per il presidente esiliato Jean Bertrand Aristide, è detenuto a Petit Goave, il 3 marzo 2004.

L’uomo è stato trattenuto da cittadini armati di Petit Goave che lo hanno lapidato e successivamente bruciato vivo.

Jean-Bertrand Aristide è un ex-sacerdote cattolico e politico haitiano. È stato Presidente nel 1991, dal 1994 al 1996 e dal 2001 al 2004. Dopo aver vinto le elezioni nel 2000 ed essere stato deposto con un colpo di Stato nel 2004, è stato in esilio in Sudafrica.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Prima guerra del Congo

Un giovane rifugiato ruandese rabbrividisce avvolto in una giacca, il 30 novembre 1996.

Il ragazzo ha viaggiato da Bukavu assieme ad altre 20.000 persone, molte delle quali malate e malnutrite, per raggiungere Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

La prima guerra del Congo avvenne tra il 1996 e il 1997: le forze armate del Rwanda invasero l’allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), deposero il presidente Mobutu e lo sostituirono con il leader dei ribelli Laurent-Désiré Kabila. Le operazioni militari e la conseguente destabilizzazione delle regioni orientali dello Zaire furono una delle conseguenze del genocidio in Ruanda. Fu una delle crisi umanitarie peggiori degli ultimi trent’anni.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Attacco chimico di Gh??a

I cadaveri delle persone uccise dal gas nervino nella regione di Gh??a,  Damasco, il 21 agosto del 2013.

Durante la guerra civile siriana alcune aree controllate dai ribelli nei sobborghi orientali e meridionali di Damasco, sono state colpite da missili superficie-superficie contenenti l’agente chimico sarin. Le indagini svolte dalle Nazioni Unite rivelarono chiare tracce del gas nel terreno e sui cadaveri accertando che la tipologia di gas era quella contenuta nei depositi siriani. Tuttavia non viene indicato il responsabile, essendo anche i ribelli nella possibilità di accedere ai depositi. Nell’attacco, secondo gli attivisti siriani, morirono almeno 213 persone, tra cui molte donne e bambini.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La fuga dall’ISIS

Alcune persone della minoranza irachena degli Yazidi fuggono dalle violenze delle forze fedeli all’ISIS l’11 agosto del 2014.

Il gruppo di persone si dirige verso il confine con la Siria dopo che la loro città – Sinjar, nell’Iraq occidentale – è stata attaccata dai miliziani dello Stato Islamico, o ISIS.

L’ISIS, che controlla ampi territori di Iraq e Siria, ha costretto negli ultimi mesi decine di migliaia di Yazidi e cristiani a lasciare le loro case e rifugiarsi molto spesso nel Kurdistan Iracheno.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La battaglia di Bin Jawad

Ribelli si allontanano da una granata durante gli intensi bombardamenti compiuti dalle forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi, vicino Bin Jawad, il 6 marzo 2011.

I ribelli nell’est della Libia, in Cirenaica, si erano coalizzati per riconquistare Bin Jawad, dopo che le forze di Gheddafi hanno teso un’imboscata ai ribelli e li hanno allontanati dalla città.

Gheddafi fu ucciso da una milizia ribelle nell’ottobre del 2011.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La strage dell’Heysel

Un tifoso ferito trasportato da un amico dopo il crollo di un muro dovuto alla violenza degli scontri poco prima della finale della Coppa dei Campioni 1984-1985 tra Juventus e Liverpool, il 29 maggio del 1985.

La tragedia fu causata da scontri e spinte tra i tifosi all’interno dello stadio Heysel di Bruxelles. Morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e altre 600 rimasero ferite.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Le proteste in Turchia del 2013

Un poliziotto turco spruzza del gas lacrimogeno in piazza Taksim contro una ragazza durante le proteste contro la distruzione del Parco Gezi, Istanbul, il 28 maggio 2013.

L’indignazione causata da un uso sproporzionato della forza ha esteso il dissenso oltre i confini nazionali: le squadre antisommossa impiegate dal governo si sono contraddistinte per un atteggiamento ai limiti della legalità, con uso massiccio di spray al peperoncino, lanci di gas lacrimogeno e l’aggiunta di urticanti all’acqua di camion muniti di idranti. Il bilancio è stato di 9 morti e oltre 8163 feriti, uno degli avvenimenti più drammatici della storia della Turchia moderna.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

La bancarotta di Lehman Brothers

I dipendenti Lehman Brothers sono riuniti in una stanza nella sede della società di Canary Wharf, Londra, l’11 settembre 2008.

Quattro giorni dopo la banca dichiarò la bancarotta, annunciando l’intenzione di avvalersi del Chapter 11 del Bankruptcy Code statunitense. Fu il primo e più famoso fallimento di una banca durante la crisi economica cominciata l’anno precedente.

La società è ancora esistente, fino al completamento della procedura di bancarotta.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

L’uragano Katrina si abbatte su New Orleans

Un uomo si aggrappa al tettuccio di un veicolo pochi istanti prima di essere salvato dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti, nelle strade allagate di New Orleans, il 4 settembre 2005.

La città fu una delle più colpite dall’uragano Katrina, che si formò alla fine di agosto sulle Bahamas. E’ stato uno tra i cinque uragani più gravi della storia degli Stati Uniti, il più grave in termini di danni economici e uno dei più gravi per numero di vittime: causò la morte di 1833 persone e miliardi di dollari di danni.

 

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

I funerali di Alex Mashavisky

Alcuni soldati israeliani si abbracciano durante i funerali del soldato Alex Mashavisky al cimitero di Beersheba, Israele, il 7 gennaio 2009.

Mashavisky rimase ucciso durante le operazioni dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza fra il dicembre 2008 e il gennaio 2009.

Gli scontri si conclusero con una tregua il 18 gennaio dopo aver causato più di 1400 morti.