L’irrompere dei forti venti di maestrale genera affascinanti “onde orografiche” fra la Sardegna e la Sicilia

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EUMETSAT_MSG_RGB-12-12-9i-segment14Osservando le moviole dei satelliti si può ben notare come l’ingresso degli intensi da NO, fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Tirreno meridionale, in scivolamento lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, stia producendo l’affascinante fenomeno delle “onde orografiche”. Il sostenuto flusso nord-occidentale, che raggiunge velocità ragguardevoli nei medi e bassi strati, impattando sui monti più interni della Sardegna sta producendo una serie di ondulazioni che si propagano velocemente al basso Tirreno, fino a raggiungere le coste del trapanese e del palermitano. Tale fenomeno si verifica allorquando l’intenso flusso eolico che scorre in quota, una volta incontrata una importante barriera orografica nella sua traiettoria (in genere rilievi alti più di 2000 metri). Esso è costretto a superare un simile ostacolo originando delle onde d’aria (le turbolenze), simili a quelle marine, con tanto di cresta e cavo.

Lo sviluppo delle "onde orografiche" fra la Sardegna e la Sicilia messo in evidenza dal satellite visibile
Lo sviluppo delle “onde orografiche” fra la Sardegna e la Sicilia messo in evidenza dal satellite visibile

Queste ondulazioni vengono chiamate anche con il termine di “onde orografiche” (mountain waves) visto che sono causate proprio dall’impatto con il rilievo. In genere la massa d’aria stabile trasportata su un rilievo diventa molto più densa, raffreddandosi, e sotto l’influenza della gravità tende a sprofondare sottovento alla barriera montuosa oscillando attorno al suo punto di equilibrio. Le nubi prodotte dalle “onde orografiche” assumono questo tipo di forme lenticolari perché quando l’aria sale lungo la cresta tende a dilatarsi e a raffreddarsi, facendo condensare il vapore in minuscole goccioline d’acqua, che danno vita alla nube. Quando l’aria scende e si scalda l’acqua evapora e la nube tende poi lentamente a dissolversi. Ciò spiega perché nella conca dell’”onda orografica” si formano gruppi di nubi lenticolari, distribuiti su più livelli, che appaiono come grandi lenti o alle volte prendono le sembianze di dischi volanti sospesi sopra i rilievi. Questo tipo di nubi possono contenere anche dei cristalli di ghiaccio che si formano in continuazione durante il raffreddamento adiabatico dell’aria che sale verso la cresta dell’“onda orografica“, per poi dissolversi altrettanto rapidamente durante la successiva discesa. Nel corso del pomeriggio e della serata splendide “onde orografiche” si potranno osservare anche sull’entroterra della Sicilia e sui monti della Calabria, dove irromperà la sostenuta ventilazione da O-NO e Ovest, che raggiungerà picchi di oltre 60 km/h, e 70 km/h sulle coste della Sardegna.