Un nuovo potente antidolorifico basato sul veleno della tarantola, formulato da ricercatori australiani, potra’ portare sollievo a chi soffre di dolori acuti e persistenti da cancro, osteoartrite o diabete. La scoperta, pubblicata sul British Journal of Pharmacology, e’ il prodotto di diversi anni di ricerche dell’Istituto di Bioscienza Molecolare dell’ateneo, guidate professor Glenn King. I sette peptidi scoperti nel veleno che la tarantola usa per immobilizzare la preda, bloccano le proteine umane conosciute come canali del sodio voltaggio-dipendenti, che svolgono un ruolo chiave nella trasmissione del dolore. “Ricerche precedenti mostrano che le persone che mancano dei canali di sodio detti Vav1.7, a causa di una naturale mutazione genetica, non possono sentire il dolore, quindi bloccando quel canale si puo’ disattivare il dolore nelle persone che hanno canali del dolore normali”, scrive King. “Vi sono nove canali di sodio nell’organismo umano e la nostra sfida e’ di trovare i peptidi che possono distinguere fra i diversi canali e mirare solo al Nav1.7. E’ qualcosa che gli analgesici correnti non possono fare ma, i peptidi del veleno dei ragni si'”. King e i suoi collaboratori hanno messo a punto un sistema che consente di analizzare rapidamente un numero enorme di peptidi di veleno, per cercare quelli con il potenziale di bloccare i canali Nav1.7. “Abbiamo analizzato il veleno di 205 specie di ragni e abbiamo trovato che il 40% dei veleni contenevano almeno un peptide che blocca nell’uomo i canali Nav1.7. E ne abbiamo scoperto uno che ha la struttura, stabilita’ e potenza per formare la base di un perfetto antidolorifico”.
Medicina: dal veleno della tarantola un potente antidolorifico


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