Nello studio il medicinale ha ridotto il colesterolo cattivo di un ulteriore 62% rispetto al placebo
Una nuova classe di farmaci anti-colesterolo sperimentali promette di abbassare i livelli di grassi nel sangue in misura superiore rispetto alle classiche statine e di ridurre concretamente gli eventi cardiovascolari. Se ne parla al congresso dell’American College of Cardiology in corso a San Diego: dai risultati disponibili gli anticorpi monoclonali – uno di Amgen, l’altro di Sanofi e Regeneron – mostrano entrambi di abbattere sensibilmente il colesterolo e dati preliminari segnalano che potrebbero ridurre di circa la metà il tasso di eventi a cuore e arterie. Come infarti e ictus. Amgen, in particolare, ha presentato e pubblicato online sul ‘New England Journal of Medicine’ un’analisi che ha evidenziato una riduzione degli eventi cardiovascolari con evolocumab in associazione alla terapia standard: i numeri mostrano che, in associazione alla terapia standard, l’anticorpo monoclonale riduce gli eventi cardiovascolari (0,95% con evolocumab in associazione alla terapia standard, contro 2,18% con la sola terapia standard) su un periodo di analisi di un anno. Il trattamento con questa molecola, sempre associata a terapie standard, ha inoltre ‘tagliato’ i livelli di colesterolo cattivo Ldl del 61% rispetto al solo trattamento standard. “I dati clinici sono incoraggianti – afferma Sean Harper, Executive Vice President Ricerca e Sviluppo di Amgen – e non vediamo l’ora di avere i risultati del nostro trial sugli outcome cardiovascolari, lo studio ‘Fourier’, che è stato disegnato per valutare se ci sia una sostanziale riduzione di eventi cardiovascolari maggiori con l’uso di evolocumab. Stiamo continuando il nostro lavoro con le agenzie regolatorie per rendere evolocumab disponibile per i pazienti”. Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals hanno invece presentato dati a 18 mesi (78 settimane) di uno studio di fase III sul farmaco sperimentale Praluent* (alirocumab), per un totale di 2.341 pazienti ad alto rischio con ipercolesterolemia arruolati. Anche questi dati sono stati pubblicati online sul ‘New England Journal of Medicine’. Nello studio il medicinale ha ridotto il colesterolo cattivo di un ulteriore 62% rispetto al placebo, raggiungendo l’endpoint primario di efficacia dello studio, con un abbassamento mantenuto a 78 settimane. “Questi risultati dimostrano l’efficacia durevole di Praluent quando aggiunto alla terapia con statine e rafforzano ulteriormente il suo profilo di sicurezza – commenta Jennifer Robinson dell’University of Iowa – e siamo ansiosi di avere i dati dello studio ‘Odyssey Outcomes’ che è in corso per valutare il potenziale di Praluent nel ridurre gli eventi cardiovascolari”.


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