Mutare o Perire nel Duemila?

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Mutare-o-perireIn Italia, vano negarlo, i nostri archetipi culturali, certa tradizione classica e poi moderna ma debole, non rettificate almeno al passo con il divenire della conoscenza scientifica e tecnologica (che nel frattempo, bene o male, hanno cambiato il mondo), filosofica e religiosa e sociopolitica, tutt’oggi frenano scenari più evoluti e conseguenti trasformazioni strutturali: anche in certa psicologia collettiva nazionale.  Lo stato delle cose è anche paradossale: l’Italia non è nota solo per le Belle Arti e la letteratura, Galileo ha inventato la scienza moderna, Volta l’elettricità, Meucci il telefono, Marconi la Radio e i mass media…, Fermi quasi la bomba atomica e l’energia nucleare, un relativamente poco noto Faggin il microprocessore, Levi Montalcini scoperto il fattore crescita dei neuroni, Dulbecco, Rubbia e Zichichi  protagonisti del genoma, la futura energia nucleare, la Fisica contemporanea  e cosi via; la scienza italiana, nonostante secoli di storia non favorevolissima (Galileo stesso scomunicato virtualmente almeno fino a pochi decenni fa…) era e resta all’avanguardia, anche nelle ben note fughe cosiddetti dei cervelli,  più recenti.  Negli anni dieci del duemila, la crisi economica, come noto, in Italia, è ormai parallela a questioni anche di scontro-incontro  di civiltà colma di ombre inquietanti. Secondo non pochi commentatori, sociologi, futuribili,  il famoso pensiero liquido alla Baumann non è solo un segno dei tempi: esso domanda superamenti concettuali e nuove prospettive globali, per cambiamenti strutturali: anche in Italia.  Case editrici specializzate nelle scienze sociali, segnalano, pur in certa crisi qualitativa pubblicistica stessa, spesso analisi e opere e ricette “elettroniche”, evidentemente non escono dai laboratori culturali e-o universitari.  Non solo editori di fascia grande..  In tale comunque trend pubblicistico e psicosociale, sempre più basato centralmente sul ruolo stesso della tecno scienza e del futuro come – direbbe lo stesso Piero Angela, Macchina per Pensare e per Cambiare, va certamente segnalato il saggio Mutare o Perire di Riccardo Campa (Sestante edizioni, Bergamo),  sociologo della scienza all’università Jagellonica di Cracovia (Polonia), non ultimo uno dei principali futurologi italiani (Cura anche la rivista Divenire, dedicata al postumano cosiddetto).  Se il volume attraversa temi squisitamente e apparentemente solo tecnologici, e i suoi effetti spesso ancora poco assimilati, al di là del bianco nero di echiana memoria “apocalittici e integrati”, già il titolo programmatico ci svela – almeno potenzialmente- una lucida e precisa analisi presentista creativa e futuribile interessante e perturbante nello stesso tempo. La tecnologia, creata dalla ricerca scientifica,  oggi è già al top per scenari sociali ben più decenti delle attuali società postmoderne in crisi o quantomeno fortemente incompiute. La ricerca scientifica stessa futuribile è in progress e verso orizzonti anche sorprendenti. In Italia si discute sempre di umanesimo e scienza, mentre la mutazione in corso post-informatica, in senso fenomenologico non solo cronici stico…, esige ormai risposte veloci…  L’ecologia stessa è finalmente relativizzata, riconnessa sia concettualmente sia pragmaticamente, in ogni caso, si opti per modelli deboli e ambigui di cosiddetta decrescita, sia al contrario di nuovo progressismo relativamente morbido, alla sua matrice, spesso perduta, appunto scientifica.  Il senso del futuro, idem perduto paradossalmente, proprio nel Duemila che nell’immaginario del novecento era percepito come l’avvento del Mondo Nuovo,  riaffiora alla luce – la tesi hard dell’autore- di un nuovo umanesimo scientifico radicale, basato sull’etica della conoscenza che ricordano sia J. Huxley e B. Russell, poi  J. Monod che K. Popper o M. Minsky, ma anche sul nuovo immaginario scientifico, dai futuristi alla musica elettronica, alla fantascienza tecnologica, al cinema tecno epico (da F. Lang a S.  Kubrick ai Fratelli Wachowsky del cult Matirx). Campa in particolare fa esplicito riferimento al suo opus specifico cosiddetto post-umano, da M, More e N. Bostrom a R.  Kurzweil e quella generazione cosiddetta transumanista che attraversa sempre più il dibattito sociologico e futuribile. Google stessa è scesa in campo recentemente in certi orizzonti sulla Longevità e la Robotica… Ebbene, al di là del radicalismo eventuale, certamente anche discutibile (il saggio oltre a certo focus sociologico si espande anche in dinamiche più personalistiche, ad esempio certa futura crionica per la cosiddetta Extension Life o Seconda Vita), libri del genere  centrano il bersaglio: suggeriscono rotte precise (nessun scientismo, semmai certo salutare neopositivismo stesso dopo il postmoderno finalmente rivitalizzato in forma e paradigmi ancora in divenire (colmi come accennato di immaginazione conoscitiva)  sulla scia finalmente e proprio di certa altra Tradizione moderna anche italiana, come accennato, da Galielo a Dulbecco o Veronesi ecc.  Per trasformare società in crisi (società che magari demonizzano ancora in piena crisi economica i sanissimi OGM-almeno secondo Veronesi- frenano la ricerca sulle cellule staminali, sulla robotica, rimuovono il rischio sismico e ambientale non retorico … e cosi via…) come quella italiana in particolare, non è vero –purtroppo- che la Poesia –o la Parola senza azione- salva la vita. Il nostro Mutare o Perire contemporaneo esige la tecno scienza, meglio la TeKne (Arte) l’evoluzione sociale auto diretta – non dipendente da Politica e Economia ancora come Mano Divina…) e certa socio.cibernetica (Arte del pilotare la nave e-o governare) ancora  “incompresa”  come nuova visione globale…e come ogni scienza doc – rivoluzionaria (le uniche rivoluzioni che davvero funzionano o possono funzionare).

 Recensione di Roberto Guerra

Info  Mutare o Perire

http://www.sestanteedizioni.com/new/index.php?pagename=product_info&cPath=2&products_id=240&osCsid=6e4217e102e3b68c819d39b976e47e72

http://www.transumanisti.it/6.asp?idNews=72