Le nuove conoscenze che deriveranno dalla missione aiuteranno la NASA a sviluppare maggiori opzioni e possibilità in relazione ai viaggi nello spazio e la difesa della Terra

La NASA ha reso noti ulteriori dettagli in relazione alla missione ARM, Asteroid Redirect Mission, che, intorno al 2020 dovrebbe costituire un test di prova per quanto sarà necessario per le future esplorazioni dello spazio, tra cui il grande obiettivo rappresentato da Marte. Inoltre, l’Agenzia ha annunciato di aver incrementato la rilevazione di asteroidi near-Earth del 65% negli ultimi 3 anni. ARM sarà una sonda robotica che raccoglierà massi e frammenti dalla superficie di un asteroide near-Earth: una volta agganciato, la sonda lo trasporterà in orbita intorno alla Luna dove, in seguito, verrà esplorato dagli astronauti.

L’agenzia ha in programma l’annuncio dell’asteroide scelto per la missione non prima del 2019. Prima di essere considerato un valido candidato, devono essere studiate a fondo caratteristiche, le dimensioni, la rotazione, la forma e l’orbita dell’oggetto. Finora i “favoriti” sono l’asteroide Itokawa, Bennu e 2008 EV5.
Tra i tanti test in programma, il Solar Electric Propulsion (SEP), il dispositivo che converte la luce solare in energia elettrica per poi fungere da propellente per la sonda, ma anche le tecniche di difesa planetaria in caso di eventuali minacce di impatto di asteroidi. Saranno necessari 6 anni per l’operazione di spostamento dell’asteroide verso l’orbita lunare. Dopo il 2020, verranno inviati gli astronauti (due) per una missione di 24-25 giorni.
Le nuove conoscenze che deriveranno da questa missione aiuteranno la NASA a sviluppare maggiori opzioni e possibilità in relazione ai viaggi nello spazio e la difesa della Terra.







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