Noci e olio di Macadamia: proprietà benefiche e controindicazioni

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NOCE MACADAMIALa noce di Macadamia, cibo tradizionale dei nativi australiani, che la chiamano Jindilli o Kindal, deve il suo nome a John Macadam, il primo a descrivere il genere. Essa è il frutto di un albero, appartenente alla famiglia delle Proteaceae, originario delle foreste pluviali del nord Australia, oggi coltivato principalmente nelle aree tropicali e subtropicali dell’Australia, delle isole Hawaii, dell’America Centrale, del Brasile e del Sud Africa.

NOCE MACADAMIA 3La noce di Macadamia, dal sapore dolce e delicato, rappresenta una ricca fonte di energia per il nostro organismo, contiene 718 calorie ogni 100 grammi di prodotto, un elevato apporto di selenio, dal potere fortemente antiossidante, e di zinco, indispensabile per evitare l’invecchiamento precoce di muscoli e pelle. L’acido palmitoleico in esso contenuto abbassa il colesterolo cattivo, proteggendo da infarti e malattie coronariche, le fibre garantiscono la regolarità intestinale, aumentano il senso di sazietà e riducono l’appetito.

NOCE MACADAMIA 2Si tratta di frutti molto nutrienti, ricchi di minerali e vitamine, oltre che di flavonoidi e polifenoli, preziosi antiossidanti che contrastano i radicali liberi, riducendo il rischio di tumore al seno, al collo dell’utero e alla prostata, ed elevate quantità di acido palmitoleico, con effetti positivi sul metabolismo. L’olio di Macadamia, poi, è usato per la bellezza del viso, guarire le ferite lievi, aiutando le cellule a rigenerarsi, previene le scottature solari grazie al suo effetto idratante, oltre che per rinforzare i capelli e renderli lucenti. Le noci di Macadamia si trovano in commercio per lo più sgusciate e sono impiegate per insaporire e decorare prodotti da forno, insalate, dolci, gelate e cioccolati. Sono un ottimo snack energizzante da consumare anche tostate o con un pizzico di sale. Ricordate, però, che sono tossiche per cani e gatti, ai quali possono causare debolezze tanto da renderli incapaci di reggersi sulle zampe. I sintomi, però, tendono a scomparire entro 48 ore dall’ingestione