Nel 2014 sono calati del 3 per cento in Europa i terreni seminati con organismi geneticamente modificati
La nuova direttiva europea sugli organismi geneticamente modificati (2015/412) è stata pubblicata venerdì sulla Gazzetta ufficiale europea. La norma, che modifica quella del 2001, prevede la possibilità per gli Stati membri dell’Unione di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul proprio territorio. L’approvazione della direttiva è avvenuta durante la presidenza italiana dell’Ue. “Per il nostro paese – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – si tratta di un successo politico in difesa della nostra eccezionale biodiversità e della specificità ed eccellenza dell’agroalimentare italiano”. CRITICITA’. Secondo la nuova legge, le motivazioni con cui il governo può giustificare il bando “non devono, in nessun caso, confliggere con la valutazione di impatto ambientale” condotta dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). “Vale a dire – sottolinea Greenpeace – che i governi non possono basare i bandi su specifici impatti ambientali o evidenze di possibili danni da parte delle coltivazioni Ogm a livello nazionale, nel caso in cui questi rischi non siano stati presi in considerazione da parte della valutazione dell’Efsa”. “Questa legge dovrebbe garantire ai Paesi membri le basi legali per vietare la coltivazione di Ogm nel proprio territorio, ma contiene lacune preoccupanti. Concede alle aziende biotech la possibilità di negoziare direttamente con i governi e non permette ai Paesi di utilizzare motivazioni di carattere ambientale per giustificare i bandi nazionali”, afferma Federica Ferrario, campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. LO STATO DELL’ARTE IN ITALIA. Al momento in Italia è in vigore un divieto temporaneo, voluto da associazioni di produttori, consumatori e ambientalisti, che “vieta la coltivazione dell’unico Ogm autorizzato per la coltivazione in Europa, il mais MON810”, come spiega Greenpeace. Coldiretti sottolinea come “ora tocchi al Parlamento italiano mettere a punto una normativa nazionale che possa dare continuità alla lungimirante scelta fatta dall’Italia di vietare gli Ogm”. IN EUROPA. Nel 2014 sono calati del 3 per cento in Europa i terreni seminati con organismi geneticamente modificati, secondo l’analisi del rapporto annuale dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (Isaaa) messo in luce da Coldiretti. “La superficie Ogm in Europa nel 2014 – evidenzia Coldiretti – si è ridotta ad appena 143.016 ettari di mais Bt coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. Peraltro ben il 92 per cento di mais biotech europeo è coltivato in Spagna, dove sono stati seminati 131.538 ettari, mentre le superfici residuali si dividono tra Portogallo, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca”.


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