Omc2015: anche l’INGV nel programma Mise sulla sicurezza offshore

MeteoWeb

In discussione, la messa a punto di un sistema integrato di monitoraggio geofisico delle attuali piattaforme

INGVC’e’ anche l’INGV (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia) nel programma scientifico del Ministero dello Sviluppo Economico per l’incremento della sicurezza degli impianti offshore: in discussione, la messa a punto di un sistema integrato di monitoraggio geofisico delle attuali piattaforme. Se ne e’ discusso nel seminario ” Il contributo di INGV ai monitoraggi onshore e offshore” all’ ‘OMC di Ravenna, relatore Claudio Chiarabba. Questi studi sono fondamentali – spiega l’esperto dell’INGV – non solo per il monitoraggio delle infrastrutture legate all’industria estrattiva, ma anche per comprendere meglio le incognite ancora esistenti sulla sismicita’ di aree offshore come la costa Adriatica. L’acquisizione dei dati necessari ha pero’ un costo molto elevato. “Una stazione autonoma installata a mare puo’ costare dieci volte quello che spendiamo per una in terra – spiega ancora Chiarabba. Questo aspetto – ha concluso l’esperto- deve essere migliorato e definito nel progetto che stiamo scrivendo e definendo con le Istituzioni”. Allo studio ci sarebbe la possibilita’ che parte delle royalty versate dalle varie compagnie che operano nel settore possano sostenere un progetto scientifico di mappatura e caratterizzazione dell’offshore italiano. Ad ascoltare l’intervento di Chiarabba, alcuni tra i piu’ importanti studiosi italiani del settore minerario e del suolo, impegnati sul tema della sicurezza, tra cui Carlo Doglioni, ordinario di Geologia alla Sapienza e gia’ presidente della Societa’ Geologica Italiana. “C’e’ tantissimo da fare. Manca un rapporto piu’ concreto e consapevole del fatto che per progredire, per avere una industria che lavora in sicurezza, serve anche una maggiore conoscenza del territorio”. Se questa e’ la premessa necessaria, continua l’esperto, serve poi che ricerca, industria ed enti pubblici , che hanno competenze diverse, collaborino allo stesso obiettivo. “Lavoriamo tutti insieme da tanti anni, l’Italia ha avuto un progetto importante di studio del sottosuolo che e’ stato finanziato in parte dal CNR in parte dalle compagnie – conclude Doglioni – si chiamava progetto Crop (Crosta Profonda) sarebbe importantissimo riuscire a rilanciarlo per continuare a studiare con la sismica a riflessione le strutture profonde”.