Marzo, torna l’ora legale: origini e storia di un cambiamento d’orario che significa primavera

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In arrivo l’ora legale: dovremo spostare le lancette in avanti di un’ora nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo

ORA LEGALEMarzo, che segna il passaggio dalla stagione invernale alla primavera, nonostante il permanere del freddo in queste ore ed il maltempo che continua a persistere, ci sta già mostrando un progressivo allungamento delle giornate e le ore di luce aumenteranno, a breve, con il passaggio dall’ora solare a quella legale che avverrà pochi giorni dopo l’equinozio di primavera, nell’ultimo fine settimana del mese, esattamente nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo, quando dovremo spostare le lancette degli orologi un’ora in avanti, passando dalle 2:00 alle 3:00 di notte.

ORA LEGALE 3Il processo inverso andrà fato domenica 25 ottobre 2015 alle ore 3:00, quando le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora. Almeno a livello teorico, la genesi dell’ora legale affonda le sue radici nel Settecento quando Benjamin Franklin, inventore del parafulmine, della sedia a dondolo e delle lenti bifocali; il primo ad utilizzare l’elettroshock in campo medico e ad abbandonarlo e, inventore, tra l’altro, dell’unicità del fluido elettrico, scrisse un saggio semiserio, intitolato “Un progetto economico per la riduzione del costo della luce”, pubblicato sul Journal de Paris del 26 aprile 1784, sotto consiglio del collega inventore francese Jacques Légal. Franklin, genio poliedrico, con una mente molto moderna, aveva già pubblicato un saggio a riguardo, intitolato “Early to bed and early to rise, makes a man healthy, wealthy and wise” ossia ¨l’uomo che va a letto presto e si alza presto, rimane sano, diventa ricco e fortunato”. Il suo obiettivo finale era far risparmiare alla popolazione i soldi spesi in candele ed anche il carbone utilizzato dalle aziende industriali.

ORA LEGALE 2Come tutte le grandi menti, Franklin rimase inascoltato e la sua idea venne presto accantonata per essere ripresa, successivamente, solo nel periodo della 1°Guerra Mondiale. Nel 1907, William Willet, forte delle sue conoscenze londinesi, riuscì a riproporre l’idea di Franklin come soluzione al risparmio energetico in un’Europa in piena crisi da inizio guerra e quasi 9 anni dopo, nel 1916, la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all’applicazione del progetto intitolato “British Summer Time”, ossia “ora estiva inglese”, che produsse lo spostamento delle lancette dell’orologio un’ora in avanti nel periodo estivo. In breve tempo, la maggior parte degli Stati europei si adeguarono a questo nuovo orario che venne adottato un po’ ovunque. Esso si basava anche sullo schema delineato da George Vernon Hudson, presentato in Nuova Zelanda nel 1897 e già attivo dall’altra parte del mondo. La prima nazione europea ad adottare tale sistema fu la Germania che, in piena guerra, decise di ridurre i costi energetici per adeguarsi ai tagli imposti dal governo. In Italia le cose andarono ben diversamente. Qui nel 1878, il re Umberto I introdusse 3 fusi orari distinti e separati: quello romano, valido in tutto il Paese ed altri due, quello di Palermo e Cagliari, adottati, rispettivamente, per la Sicilia e la Sardegna. Solo nel 1893 il nostro Paese si unificò dal punto di vista del fuso orario, adeguandosi al resto dell’Europa per permettere la sincronizzazione degli orari ferroviari.

ORA LEGALE 4Tante sono le motivazioni politiche e burocratiche che hanno condizionato l’applicazione e disapplicazione dell’ora legale: in Italia, essa è stata adottata per la prima volta nel 1916 tramite il decreto legislativo 631 del 25 maggio, rimanendo in uso sino al 1920. Da allora è stata abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda Guerra Mondiale; tuttavia con legge n° 503 del 1965, dal 21 maggio 1966, in un periodo di crisi energetica, è stata utilizzata con continuità, pur con modalità varianti negli anni: dal 1966 al 1980 fu stabilito che essa dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995 si stabilì di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre; ma il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996 quando, a livello europeo, si decise di prolungarne ulteriormente la durata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre. La definizione internazionale di ora legale è riferita al fuso orario e si definisce come anticipo di 60 minuti rispetto all’UTC (Coordinated Universal Time) nel periodo definito dalla legge. Il fuso orario italiano è UTC + 1 ed aggiungendo l’ora legale abbiamo UTC + 2.

ORA LEGALE ART OKI Paesi che si trovano nella fascia tropicale solitamente non adottano l’ora legale in quanto la variazione delle ore di luce durante l’anno è minima. La maggior parte dell’Africa non adotta l’ora legale, che è in uso soltanto nelle Isole Canarie, in Marocco e Namibia. Nemmeno le isole Seychelles e Mauritius, come la maggior parte dei paesi dell’Asia applica la convenzione, che invece è utilizzata nella maggior parte del Nord America e negli Stati Uniti d’America , ad eccezione di Arizona, Hawaii, Porto Rico, Isole Vergini, Samoa americane, Guam e Isole Marianne Settentrionali. In Sud America la maggior parte dei Paesi, soprattutto quelli vicini all’equatore, non usano l’ora legale, mentre Cile, Paraguay, Uruguay e le regioni meridionali del Brasile la usano. Nell’emisfero australe, inoltre, le stagioni sono invertite rispetto all’emisfero boreale, quindi anche l’ora legale viene introdotta ad ottobre per finire a marzo. La Nuova Zelanda e le regioni meridionali dell’Australia adottano l’ora legale, mentre le restanti parti dell’Oceania non la usano. Infine in Russia dal 2011, è stata adottata l’ora legale durante tutto l’anno.