Oggi, venerdì 20 marzo, è il Primo giorno di primavera: festeggiamenti e celebrazioni in tutto il Pianeta per l’inizio della “stagione della rinascita”
L’arrivo della primavera, “stagione della rinascita”, è salutato in tutto il mondo con suggestivi festeggiamenti.
Eccone alcuni tra i più importanti:
NOWRUZ: Il Nowruz, derivante dall’unione di nava (nuovo) e e r?za?h (giorno), che significa appunto “nuovo giorno” è una ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno, festeggiata in Iran, Azerbaigian, Afghanistan e in vari paesi dell’Asia centrale come il Turkmenistan e il Tagikistan. Ricorre il 21 marzo, sebbene in alcune località lo si festeggi il 20 o il 22, venendo di fatto a coincidere con l’equinozio di primavera.
Il Nowruz, nato in ambito persiano pre-islamico, era inizialmente una festa sacra zoroastriana, come ci testimonia il bassorilievo dell’antica Persepoli, rappresentante uno dei simboli zoroastriani dell’equinozio: un leone che attacca un toro. il Nowr?z viene celebrato da molti sufi e dai Baha’i. Le famiglie in occasione della festa si riuniscono e tutti si augurano “Sal-eno mobarak” (Felice anno nuovo). Una delle tradizioni più importanti legate a Nowruz è L’Haft Sin, che letteralmente significa “Sette S” in quanto con questa cerimonia si allestisce una tavola su cui vengono disposti 7 piatti simbolici il cui contenuto inizia con la lettera “S”: sabzeh (chicchi di lenticchie, orzo o frumento fatti germogliare che simboleggiano la rinascita); samanu (impasto di orzo germogliato e tostato che simboleggia l’abbondanza), senjed (frutti secchi di oleastro, simboleggiano l’amore); sîr (l’aglio, che simboleggia la salute); sîb (le mele, scrupolosamente rosse e lucidissime, che simboleggiano la bellezza), somaq (le bacche di Sommacco che col loro sapore simboleggiano l’asprezza della vita); serkeh ( l’aceto, che simboleggia la pazienza e la saggezza) Sulla tavola si mette anche uno specchio e un pesciolino rosso, rappresentanti, rispettivamente, il cielo e gli animali, e delle uova colorate, che rappresentano invece l’uomo e la fertilità.
HOLI FESTIVAL, INDIA: Nubi di polveri di pigmenti dalle tonalità accese, un tripudio dall’allegria… è questo il Festival dei Colori indiano, una delle manifestazioni più attese di tutto l’anno. Tra le feste più antiche della mitologia Indù, viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena (Dhulhendi), nel mese di Phalgun, che segna anche l’inizio della primavera. Durante la sera della luna piena, vengono accesi i falò per allontanare gli spiriti e celebrare la vittoria del Bene sul Male. Il giorno successivo, la gente si ammassa nelle strade per eseguire il rito principale e più noto dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate. I festeggiamenti prevedono canti, balli e lanci di polvere colorata per le vie delle città e dei villaggi. La gente con i volti dipinti si trasforma in una vera e propria macchia di colore, lanciando secchiate di vernice o polvere colorata. La tradizione vuole l’accensione di un falò che celebra la vittoria del bene sul male. Il termine Holi, infatti, significa “brucia” e lo spirito del male viene simbolicamente bruciato in un falò. .
HANAMI, GIAPPONE: In primavera il Giappone si tinge di rosa pallido, quello dei ciliegi in fiori che, dagli ultimi giorni di marzo fino a maggio, colorano i parchi e i giardini dell’impero del Sol Levante. È il momento dell’Hanami (letteralmente “ammirare i fiori”), un’usanza che coinvolge tutti i giapponesi che si dedicano a celebrare questo spettacolo della natura con picnic, feste ed escursioni nei parchi cittadini o nei giardini privati. Per comprendere le origini dell’Hanami, occorre fare un salto indietro nel tempo: si narra che all’inizio dell’VIII secolo, nel periodo Nara, durante la fioritura dei ciliegi, coincidente con l’inizio della stagione della semina del riso e delle attività agricole, i contadini offrivano doni alle divinità ai piedi di queste piante e bevevano sakè in onore degli dei.
Un secolo più tardi, la corte imperiale di Kyoto, riprendendo questa festa, la ampliò, con piatti sofisticati e sakè raffinati, legandola alla contemplazione dei fiori e alla scrittura di poesie. In breve tempo, quest’usanza di bere e mangiare sotto gli alberi in fiore fu ripresa dai samurai, e in seguito dal popolo, fino a diventare, nel XVII secolo, una tradizione nazionale. Durante la festa della fioritura dei ciliegi, le persone si riuniscono con la famiglia, gli amici e i colleghi sotto gli alberi per osservare i fiori, mangiando e bevendo in compagnia. Ottime le hanami-dango, 3 polpette di colori che richiamano la primavera (rosa, bianco e verde). Per non perdere nemmeno un ciliegio in fiore, ogni anno si trovano online le previsioni sulle fioriture in ogni parte del Paese.
NYEPI A BALI, INDONESIA: La suggestiva isola dell’arcipelago indonesiano, ogni anno, festeggia il Nyepi Day, il Giorno del silenzio che chiude l’anno animista-induista. Gli abitanti di Bali si preparano all’evento realizzando gigantesche, colorate e mostruose maschere e fantocci di cartapesta e bambù, rappresentanti sia gli dei Dewa che i demoni Butha Kala, spiriti maligni da scacciare per propiziare il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. In questo giorno tutto tace: si spengono le luci, le attività restano chiuse e su tutta l’isola cala il silenzio.Gli abitanti, infatti, credono che solo così sia possibile ingannare i demoni, facendo loro credere che l’isola sia disabitata.
Tutto riparte il giorno seguente, quando l’isola festeggia con danze, musica, incenso e la tipica processione di Ogoh Ogoh, durante la quale vengono portati in spiaccia e bruciati i fantocci come omaggio agli dei, ricevendo serenità, armonia e una benedizione per il nuovo anno. Si tratta di una festa presa talmente seriamente che migliaia di Pecalang, agenti di sicurezza in sarong, maglietta e cappello neri, si occupano di assicurarsi che tutti aderiscano alle regole, osservando il silenzio e l’assenza di gente per le strade, scortando a casa i trasgressori. In alcune zone dell’isola le autorità arrivano addirittura ad imporre la sospensione dell’erogazione elettrica. La festa del Nyepi Day è un’ottima occasione per scoprire Bali, i suoi templi e luoghi sacri, il vasto Bali Barat National Park, il vulcano Kintamani e la foresta delle scimmie nella città di Ubud. Un tesoro naturale tutto da esplorare.
FESTIVAL QING MING, CINA: Il Festival Qingming (Qingming ??), noto anche come ‘Giorno puro e luminoso’ o ‘Giorno per ripulire le tombe’, è un’altra importante festa tradizionale cinese. Si celebra il quindicesimo giorno dopo l’equinozio di primavera. È un giorno in cui i Cinesi visitano le tombe o i tumuli dei loro antenati per rendere loro omaggio, ed è anche un momento per festeggiare la primavera. La tradizione più importante della Festa di Qingming è la pulizia di tombe e tumuli. Le persone eliminano detriti ed erbacce, facendo delle offerte di vino, rriso, frutta, panini al vapore o cibi preferiti dal defunto, per onorare i loro parenti deceduti.
La celebrazione della primavera è diventata una parte importante della festa. Le gite in famiglia e le escursioni sono le attività preferite in questa occasione. Di solito è previsto un viaggio di famiglia in combinazione con la visita a tombe, sepolcri o ceneri degli antenati. Anche l’aquilone è popolare, per tutto il giorno e la notte. Il bambù della sezione trasversale di alcuni aquiloni vibra con un ronzio. Di notte sono legate delle piccole lanterne colorate agli aquiloni in modo che appaiano come stelle scintillanti quando sono in alto. Tagliare la corda e lasciare l’aquilone libero si crede porti buona fortuna ed elimini le malattie. Per molti cinesi la Festa di Qingming è davvero un obbligo di famiglia. Seguono le tradizioni fedelmente e considerano la festa un momento per riflettere e per onorare i loro antenati.


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