Salute: aprile il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

Questa patologia non solo si può curare, ma si può prevenire nell’80% dei casi, seguendo adeguati stili di vita

Entro il 2020 la mortalità per ictus rischia di raddoppiare a causa dell’aumento dei soggetti anziani e della persistenza dell’abitudine al fumo di sigaretta. L’ictus cerebrale non solo rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza causa di morte nei paesi industrializzati, dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori ma è anche la prima causa di disabilità con un rilevante impatto individuale, familiare e sociosanitario. Oggi, però, dobbiamo essere consapevoli che questa patologia non solo si può curare, ma si può prevenire nell’80% dei casi, seguendo adeguati stili di vita: un’alimentazione sana come prevede la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo. La prevenzione delle malattie cardiovascolari ed in particolare dell’ictus deve iniziare sin da piccoli: secondo l’Oms, in Europa, 1 bambino su 3 tra i 6 e i 9 anni è sovrappeso o obeso. Ed è per questo che, in questa occasione, Alice Italia Onlus intende sensibilizzare le famiglie su una maggiore attenzione verso le cattive abitudini alimentari fin dall’infanzia. Oltre che a benefici in termini di salute, questo avrebbe un risvolto positivo sul budget nazionale dei Paesi dell’Unione Europea, considerando che attualmente ben il 7% di questo budget viene destinato alle patologie collegate all’obesità. L’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale e le quasi 70 associazioni che la compongono, ad aprile, “Mese della prevenzione dell’ictus cerebrale”, organizzano iniziative di prevenzione in diverse piazze ed ospedali italiani. Testimonial d’eccezione: Valentina Vezzali. In occasione del mese di prevenzione viene lanciata l’app Ictus 3R, scaricabile da PC e da smartphone, (www.ictus3r.it), pensata allo scopo di aumentare la consapevolezza del problema ictus tra i cittadini. L’app è stata ideata e realizzata da ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Firenze, Domenico Inzitari e Benedetta Piccardi, e dal Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), Antonio Di Carlo e Marzia Baldereschi.