“Il ruolo della prevenzione – sostiene Aldo Quattrone, Presidente della SIN – è cruciale nel caso delle malattie neurodegenerative”

Di corretta alimentazione per affrontare le malattie neurologiche si parla in occasione della Settimana Mondiale del Cervello, dal 16 al 22 marzo, la cui tematica e’ legata quest’anno a quella dell’Expo di Milano (‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’).
Spiegano i neurologi SIN che per la Settimana hanno organizzato incontri e convegni: “Anche il regime alimentare vegetariano seguito da quasi 4 milioni di italiani, se da un lato si è dimostrato in grado di prevenire patologie cardiovascolari o diabete, dall’altro rischia, soprattutto nella sua declinazione vegana (400.000 persone in tutta Italia), di determinare serie carenze di alcuni nutrienti essenziali, come oligoelementi e vitamine. In particolare, la carenza di vitamina B12 determina sia un aumento dei livelli plasmatici di omocisteina, sostanza associata all’incremento del rischio di demenza e di malattie cerebro-vascolari, sia un aumento dei livelli di S-adenosil-metionina.
“Il ruolo della prevenzione – sostiene Aldo Quattrone, Presidente della SIN – è cruciale nel caso delle malattie neurodegenerative; in ambito neurologico la prevenzione passa in primo luogo attraverso un corretto nutrimento del cervello, da intendersi tanto in senso stretto, come accorta e sana alimentazione, quanto in senso più ampio, come esercizio fisico e allenamento intellettuale, entrambe buone pratiche per prevenire l’invecchiamento cerebrale”.