Centinaia di migliaia di europei rischiano una morte prematura nei prossimi vent’anni a causa dell’inazione dei governi sull’inquinamento atmosferico
L’allarme è dell’Agenzia europea per l’ambiente, che segnala che nel 2011 sono morte oltre 400mila persone a causa dell’inquinamento atmosferico. Nel suo rapporto quinquennale, l’Agenzia rileva anche che l’Europa è indietro rispetto a vari altri indicatori ambientali, come la perdita di biodiversità, l’allevamento intensivo e l’urbanizzazione, oltre che lo stato dei sistemi idrici sulla terraferma. Ci sono stati successi, come la diminuzione dell’inquinamento della acque costiere in molte aree, mentre i gas serra sono complessivamente diminuiti. Secondo l’Agenzia, se su tematiche come l’inquinamento industriale, dell’aria e la gestione dei rifiuti l’Europa sta facendo bene, le prospettive per i prossimi vent’anni sono negative.
Il rapporto invita anche i governi della Ue ad assumere un atteggiamento più “coordinato” nella trattazione delle questioni ambientali: un problema fondamentale è la mancanza di coordinamento tra diverse politiche mirate a correggere diversi aspetti del danno ambientale, che può condurre a un saldo negativo costi-benefici. Ad esempio, per oltre un decennio i governi europei hanno incentivato l’uso dei veicoli diesel, con regimi fiscali e di prezzo favorevoli. Questo ha contribuito al calo delle emissioni di gas serra da combustibli fossili usati per il trasporto, ma ha aumentato l’inquinamento atmosferico, perchè i motori diesel mettono grandi quantità di particolato e biossido d’azoto,a differenza di quelli a benzina..
Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia ha spiegato al Guardian che serve un approccio “sistemico” per la tutela dell’ambiente in Europa. “Non basta affrontare questi problemi in modo isolato. Sono collegati e il modo in cui li studiamo, li misuriamo e li affrontiamo deve essere collegato”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?