Salute: nuova strada per capire le modifiche del Dna

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X-Ray DnaUno studio dei ricercatori dell’Universita’ Sapienza e dell’Istituto Pasteur di Roma accende un campanello d’allarme sull’importanza di riconsiderare i metodi di analisi della metilazione del DNA. Si tratta di un parametro fondamentale negli studi di epigenetica, la scienza che studia come l’ambiente puo’ influenzare l’espressione dei nostri geni. Lo studio e’ stato pubblicato su Plos One. L’epigenetica e’ lo studio dei fenomeni che, senza mutare cio’ che e’ scritto nel DNA, imprimono un marchio sul genoma. Tale “segno” istruisce le cellule su come e quando leggere determinati geni, regolando cosi’ la loro espressione. I meccanismi che “segnano” il DNA sono numerosi, molto spesso orchestrati dall’ambiente, e svolgono un ruolo fondamentale durante lo sviluppo e la vita adulta. “La metilazione del DNA – ha spiegato Andrea Fuso, uno degli autori dello studio de la Sapienza – e’ la piu’ nota e piu’ studiata fra le modificazioni epigenetiche e consiste nell’aggiunta di un gruppo metilico sui residui di Citosina. Questo ‘marchio’ riveste un ruolo rilevante nei fenomeni che portano a diverse manifestazioni patologiche – fra cui le malattie neurodegenerative e muscolari. Le evidenze scientifiche disponibili fino a oggi hanno fatto ipotizzare che, nei mammiferi, la metilazione avvenisse quasi esclusivamente sulle citosine seguite da un residuo di guanina (CpG), relegando la cosiddetta ‘metilazione non-CpG’ a una percentuale inferiore al 10 per cento e solo in specifiche cellule”. I ricercatori hanno individuato un problema nella tecnica maggiormente usata per determinare i livelli di metilazione del DNA che non permette di rilevare la metilazione non-CpG e causa una sottostima anche per quella CpG. Questi risultati indicano la necessita’ di rivalutare l’estensione e il ruolo della metilazione non-CpG e accendono un campanello d’allarme per gli studi epigenetici pregressi, che hanno importanti ricadute in ambito biomedico.