Schianto aereo Germanwings al confine con l’Italia: uno dei piloti chiuso fuori dalla cabina

E’ il New York Times a rivelare il contenuto dell’audio della prima scatola nera

LaPresse/Action press
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Si lavora senza tregua sulle Alpi francesi per ritrovare i corpi delle vittime – i primi sono stati recuperati – dell’Airbus A320 di Germanwings precipitato lunedi’ scorso sulle Alpi francesi. E soprattutto per capire le cause dell’incidente, ancora sconosciute. Una delle scatole nere dell’aereo – quella con le voci dei piloti, ma anche i rumori, l’ambiente all’interno, il motore, gli allarmi – e’ stata recuperata. Gli investigatori della Bea hanno estratto le registrazioni, ma “e’ troppo presto” per arrivare alle conclusioni su cio’ che e’ successo. “Bisognera’ fare una lavoro dettagliato per capire i suoni e le voci, un lavoro che durera’ diverse settimane se non dei mesi” ha detto il responsabile del Bea. La seconda scatola nera, secondo il sito specializzato AriLive.net, sarebbe in condizioni peggiori: il “chip” della memoria non e’ nel suo posto ed e’ disperso.

LaPresse/Reuters
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E’ il New York Times a rivelare il contenuto dell’audio della prima scatola, ottenuto da un funzionario che lavora all’inchiesta. Secondo la registrazione uno dei piloti sarebbe uscito dalla cabina senza poi riuscire a rientrare e abbia a quel punto tentato di sfondare la porta. La fonte descrive la conversazione tra i piloti come “molto tranquilla”. Poi uno dei due esce e dopo “il pilota rimasto fuori bussa leggermente alla porta e non c’e’ risposta. E poi colpisce la porta forte e non riceve nessuna risposta. Non c’e’ mai una risposta” ne’ informazioni udibili sulle condizioni del pilota rimasto all’interno. Successivamente si sentirebbe che l’uomo all’esterno sta “cercando di rompere la porta”. Rimarrebbero comunque da chiarire i motivi per cui uno dei due piloti sia uscito e per cui il pilota all’interno non abbia aperto (dopo l’11 settembre le porte delle cabine sono blindate e possono essere aperte solo dall’interno): dal malore all’ipotesi piu’ “atroce”, ventilata dalla Cnn, del suicidio (in chiave terroristica), finora esclusa dagli inquirenti.

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Sullo schianto, al momento, sono piu’ gli interrogativi che le risposte. La Lufthansa assicura che l’apparecchio era in condizioni ottimali e nell’equipaggio non c’erano criticita’. Al momento dello schianto, le condizioni meteo erano “molto tranquille” ha riferito l’agenzia “La Chaine Me’te’o”. L’aereo ha fatto perdere il contatto alle 10.31, venti minuti prima di impattare con le montagne. Un minuto prima, alle 10.30, la cabina di pilotaggio ha parlato per l’ultima volta con la torre di controllo di Aix-en-Provence, momento in cui l’apparecchio volava a 11.400 metri di altitudine. L’Airbus aveva garantito che avrebbe mantenuto il livello e invece, un minuto dopo, hanno iniziato una discesa “paragonabile a una manovra d’atterraggio”, perdendo circa novemila metri di quota in otto minuti. Perche’ i piloti non abbiano lanciato piu’ nessun allarme o tentato con contatto con terra, rimane l’interrogativo piu’ corposo. L’unico dato certo sembra essere il numero delle vittime. Sono 150, e in queste ore si aggiorna la lista dei passeggeri. Sale il bilancio per la Spagna, che deve piangere 51 persone. I tedeschi deceduti sono 72, tra cui 2 bambini e 16 studenti di un liceo con due delle loro insegnanti. Nell’incidente l’Opera di Dusseldorf ha perso sia il baritono Oleg Bryjak sia il contralto Maria Radner. Salva invece una squadra di calcio svedese che, all’ultimo minuto, ha scelto di cambiare volo. Sull’aereo ci sarebbero state persone di una quindicina di nazionalita’: Argentina, Australia, Belgio, Colombia, Danimarca, Gran Bretagna, Israele, Giappone, Marocco, Messico e Paesi Bassi. Nessun italiano era a bordo. Al momento, fa sapere Germanwings, sono stati identificati i nomi di 27 persone i cui familiari sono stati tutti contattati. Per identificare i corpi occorreranno “settimane” hanno riferito i soccorritori. Non esiste ancora una lista dei passeggeri definitiva e questo spiegano a Berlino “per il semplice fatto che nell’aerea Schengen non ci sono piu’ controlli dei passaporti, e non vi e’ piu’ l’obbligo di presentare documenti che chiariscano quale sia il paese di origine”.