Si rafforza la “Madden–Julian oscillation“ fra l’Indonesia e il Pacifico, piogge torrenziali e diluvi rischiano di colpire le isole indonesiane e Papua

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gfs_pentad_850Il progressivo rafforzamento della “Madden–Julian oscillation“ sta facendo esplodere l’attività convettiva lungo tutto l’oceano Indiano occidentale, l’area indonesiana e Papua Nuova Guinea. Nei prossimi giorni, stando all’evoluzione verso levante della “MJO”, sull’oceano Indiano equatoriale l’attività convettiva raggiungerà la massima intensità, con lo sviluppo di imponenti sistemi convettivi e giganteschi “Clusters temporaleschi” molto attivi, specie nel tratto di oceano compreso fra l’isola di Sumatra, Giava e Papua Nuova Guinea. Alcuni di questi imponenti annuvolamenti cumuliformi potranno estendersi, in altezza, per oltre 16-17 km, dando la stura ad eventi precipitativi davvero estremi. Ma con il sensibile rinvigorimento della “MJO” lungo tutto l’oceano Indiano equatoriale l’attività convettiva diverrà molto intensa anche sulle isole indonesiane e sui mari che le circondano, dove per svariati giorni si susseguiranno forti rovesci, temporali e precipitazioni persistenti che potrebbero assumere carattere torrenziale, con il rischio concreto di avere dei fenomeni alluvionali, anche di una certa portata.

image2Le forti piogge, associate all’intensa attività convettiva della “Madden–Julian oscillation“, purtroppo, incrementeranno la possibilità di inondazioni e alluvioni fra le isole di Sumatra, Borneo e Giava nelle prossime settimane, allorquando la “MJO” toccherà il suo picco massimo. Ma forti rovesci e intensi temporali sono attesi anche sulle isole Maldive, mentre gli intensi “Clusters” che si verranno a formare poco più a sud potrebbero dare i natali a futuri sistemi ciclonici tropicali (tempeste tropicali o autentici cicloni) pronti a dirigersi verso le isole Mauritius e le coste settentrionali del Madagascar. Al contempo, mentre sull’oceano Indiano equatoriale e sull’area indonesiana prevarrà una forte “Madden–Julian oscillation“, due estese aree di soppressione della convenzione (dove prevarranno le “Subsidenze atmosferiche”, ossia moti discendenti che inibiranno qualsiasi tipo di movimento ascensionale) si andranno a localizzare sul Pacifico centro-orientale (ad est della linea di cambiamento data) e sull’Atlantico equatoriale occidentale, dove entro i prossimi 10 giorni la convenzione tenderà ad indebolirsi, con risentimenti fino al nord-est del Brasile, già duramente colpito dalla forte siccità degli ultimi mesi.

La furibonda attività temporalesca associata alla "MJO" in evoluzione verso il Pacifico occidentale
La furibonda attività temporalesca associata alla “MJO” in evoluzione verso il Pacifico occidentale

Alla forte “MJO” sarà annessa anche una anomalia nella circolazione dei venti, nei medi e bassi strati, fra Pacifico occidentale e oceano Indiano. Difatti, quando la “Madden–Julian oscillation“ raggiungerà la massima intensità, una debole-moderata ventilazione occidentale si attiverà dall’oceano Indiano occidentale (a largo delle coste somale e keniote) in direzione dell’oceano Indiano orientale e dell’isola di Sumatra, accompagnando la forte attività convettiva che nel frattempo si svilupperà sopra l’Indiano equatoriale. Poco più ad est, invece, la “Madden–Julian oscillation“ dovrebbe favorire un sensibile rinforzo dei venti Alisei, in particolare dell’Aliseo di SE che tornerà a pieno regime, su gran parte del Pacifico centro-occidentale, dalla linea di cambiamento data fino alle coste orientali di Papua Nuova Guinea. Ma gli effetti della “Madden–Julian oscillation“ si sentiranno anche sulla circolazione generale emisferica, visto che il suo rafforzamento tra l’oceano Indiano e l’area indonesiana imporrà una intensificazione dei “forcing” troposferici sull’Asia centrale, con lo sviluppo di grandi onde planetarie che nel corso delle prossime settimane determineranno un rallentamento delle “Westerlies” che dal continente europeo si muovono sopra l’Asia centro-settentrionale, aprendo la strada ad una circolazione zonale abbastanza ondulata e con maggiori scambi di calore lungo i meridiani, fra nord America, Europa e Asia centro-settentrionale.