Le case automobilistiche mondiali si riuniscono nella città svizzera con le loro ultime novità in termini di minivan, city car e Suv

A tenere banco al Salone di Ginevra, quest’anno, sarà la discussione su un’auto che potrebbe anche non essere mai costruita: la ‘iCar’ di Apple. Le case automobilistiche mondiali si riuniscono nella città svizzera con le loro ultime novità in termini di minivan, city car e Suv in un contesto di mercato incerto, con i crescenti segnali di ripresa in Europa che vengono compensati dal rallentamento della domanda nei mercati emergenti. Ma le preoccupazione più grandi sono per la possibile discesa in campo di un colosso della tecnologia nel settore dei motori. Secondo alcune indiscrezioni dei giorni scorsi, la ‘Apple car’ potrebbe vedere la luce entro il 2020. Si tratterebbe di un’auto elettrica, pronta a sfidare i colossi del settore che hanno passato gli ultimi 127 anni principalmente ad affinare la tecnologia del motore a combustione. Secondo Thilo Koslowski, vice president delle ricerche di mercato nel campo della tecnologia automotive presso Gartner, è già in corso una gara tra le case automobilistiche e i colossi ‘hi-tech’ per il controllo del “cervello” dei veicoli di nuova generazione sempre più orientato all’infotainment, una competizione che diventerà sempre più forte “nei prossimi cinque anni”. E la capacità di innovazione di aziende di software come Apple e Google, che a sua volta sta lavorando a un’auto senza conducente, è piuttosto impressionante. Un altro fattore ‘intimidatorio’ nei confronti delle case tradizionali è la capitalizzazione di mercato. Un colosso come Apple, ad esempio, capitalizzza 750 miliardi di dollari, ovvero più di Daimler, Volkswagen, Renault, Peugeot, Fiat Chrysler Automobiles, Ford e General Motors messe insieme. Il capo esecutivo di Daimler, Dieter Zetsche, ha sottolineato che la partita per costruire l’auto del futuro è tutta da giocare, anche perché non è chiaro ancora il ruolo che intendono svolgere i colossi del software. “Google e simili vogliono mettersi in gioco, ma non credo che potranno salire al primo posto tra i produttori di veicoli”, ha affermato. “Dobbiamo capire i nostri ruoli – ha proseguito Zetsche – in che misura siamo complementari, in che misura dipendiamo l’uno dall’altro e in che misura siamo concorrenti”.


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