Si e’ ridotto del 20% il numero di persone che hanno scelto di vaccinarsi in Italia tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, anche a causa della psicosi generata dal sequestro e dal ritiro di alcuni lotti in seguito ai casi di morti sospette. Un dato che preoccupa, specie se accostato agli 8mila decessi e ai 40mila ricoveri ospedalieri registrati ogni anno durante il periodo del picco influenzale per la mancata vaccinazione. Partendo da questo scenario, gli iscritti alla Societa’ italiana di prevenzione cardiovascolare, riuniti a Napoli per il 13esimo congresso nazionale, lanciano l’allarme e invitano a superare la diffidenza. Si tratta di un argomento strettamente legato all’ambito delle competenze della Siprec, in quanto il coinvolgimento dell’apparato cardiovascolare e’ un elemento costante in molte delle infezioni che possono essere prevenute con la vaccinazione e spesso ne rappresente la principale causa di mortalita’. “La decisione di procedere o meno alla vaccinazione – sottolinea il presidente, Bruno Trimarco – e’ basata su consigli di parenti, amici o imbonitori di tv private piuttosto che sul parere qualificato del medico di famiglia. C’e’ una distorsione da parte di una cattiva informazione che crea allarmismi inutili e pericolosi”. Trimarco fa notare che “passano inosservate le migliaia di morti tra chi non si vaccina”, mentre “se un paziente muore dopo la vaccinazione e non si conoscono le cause, si tende a dare implicitamente la colpa al vaccino e la notizia ha un’eco enorme”. Il documento che guidera’ gli interventi degli esperti del settore durante la tre giorni di congresso punta quindi sulla prevenzione, anche perche’ “pare che la vaccinazione contro l’influenza, la polmonite e l’herpes zoster – spiega Maria Grazia Modena, ordinaria di Cardiologia all’universita’ di Modena-Reggio Emilia e coordinatrice del documento – possa proteggerci da infarti e ictus”, in quanto “infezioni e virus possono attivare delle placche nei nostri vasi del cuore e del cervello”.
Vaccini, gli esperti: “basta diffidenza, ascoltate i medici di famiglia”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?