Valanghe, esperto: attenzione alle condizioni meteo

“E’ buona regola non affrontare mai un itinerario da soli, comunicare sempre il proprio itinerario e, se necessario, usare il buon senso e rinunciare”

LaPresse/Reuters
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Una gita invernale in montagna inizia molto prima di infilarsi gli sci: consultare il bollettino neve e valanghe, informarsi sulle condizioni del manto nevoso e su eventuali pericoli possono essere azioni che salvano la vita. E’ questo – dopo l’ennesima sciagura in montagna – il mantra ripetuto dai maestri di sci, dalle guide alpine e dagli esperti, nel dispensare consigli e raccomandazioni a sciatori e alpinisti. “Piu’ le informazioni sono dettagliate e specifiche meglio e’: ci sono microclimi molto diversi e quando ci apprestiamo ad affrontare una gita dobbiamo sapere cosa ci aspetta in quota”, conferma Adriano Favre, direttore del soccorso alpino valdostano, considerato uno dei massimi esperti italiani di sicurezza in montagna. Favre tuttavia avverte: “In ogni gita c’e’ un margine di imprevedibilita’ che non puo’ mai essere annullato, neppure dai piu’ esperti: il pericolo puo’ essere sempre in agguato”. Massima attenzione anche all’equipaggiamento tecnico: l’apparecchio di ricerca in valanga Artva, la pala e una sonda devono essere nello zaino di chiunque intenda andare fuori pista. “Averli con se’ non basta – evidenzia ancora ancora il direttore del soccorso alpino valdostano – occorre saper usarli in caso di bisogno, addestrandosi periodicamente”. Nel freeride e’ inoltre consigliabile l’uso del casco e del paraschiena e di una maschera con lenti in plastica, mentre nello scialpinismo e nell’escursionismo con racchette da neve sono basilari la cartina, l’altimetro e la bussola o un Gps. Ed e’ proprio la tecnologia ad aver fatto in questi ultimi anni passi in avanti rendendo disponibili avanzatissimi sistemi di sicurezza come lo zaino air bag o l’Avalung, uno speciale gilet impermeabile dotato di boccaglio per poter respirare anche sotto la neve. “E’ buona regola – aggiunge l’esperto – non affrontare mai un itinerario da soli, comunicare sempre il proprio itinerario e, se necessario, usare il buon senso e rinunciare”.