Vanuatu si prepara all’impatto del Super-Ciclone Pam, la Storm Surge rischia di sommergere decine di atolli

I ciclone Pam diventa di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, massima allerta per gli atolli di Vanuatu

11044534_10205469265724650_3697655559949836182_nCome temevamo “Pam”, a seguito del rapido approfondimento del processo di “autoalimentazione”, si è trasformato in un pericolississimo ciclone tropicale di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, e passerà alla storia come uno dei cicloni tropicali più potenti mai osservati nel tratto di oceano Pacifico ad est dell’Australia. Attualmente è pure il ciclone tropicale più potente registrato sulla Terra dall’inizio del 2015. Scorrendo sopra un tratto di acque superficiali molto calde, sui +29°C, in un’area con debole “Wind Shear”, sul Pacifico sud-occidentale, la tempesta si è velocemente evoluta in un impressionante super ciclone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 251 km/h.

switcher_1ag225c-1ag225iIn poche ore “Pam” è divenuta un vero e proprio mostro, con un poderoso rafforzamento della forza centrifuga interna che ha agevolato lo sviluppo di un occhio centrale ben delineato, completamento libero dalle nubi. Come da previsione, il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone, ha liberato una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 250 km/h nell’area attorno l’occhio centrale e raffiche capaci di toccare i 300-310 km/h.

Il ciclone "Pam" con l'occhio vicino l'arcipelago di Vanuatu
Il ciclone “Pam” con l’occhio vicino l’arcipelago di Vanuatu

I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-est della Nuova Caledonia, stanno alzando ondate di “mare vivo” davvero enormi, che hanno raggiunto picchi di oltre i 9-10 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone. Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi.

Credit NASA
Credit NASA

Il Servizio Meteorologico delle Figi ha stimato, in mattinata, una pressione centrale di ben 918 hpa all’interno dell’occhio di “Pam”. Proprio durante il passaggio ravvicinato alle isole e agli atolli corallini a sud di Vanuatu “Pam” sta sfoderando tutta la sua energia, con venti ciclonici molto violenti e un occhio centrale che ha raggiunto i 17 miglia di diametro, appena ad est delle isole della Lealtà, l’arcipelago più esposto ai furiosi venti meridionali attivi sul quadrante occidentale del potentissimo ciclone tropicale. Ma venti violenti spazzeranno, seppure per poche ore, pure l’isola di Éfaté e Eromanga, dove si potranno registrare raffiche davvero estreme, capaci di sfondare la soglia dei 200 km/h nei punti meglio esposti. Su queste isole, causa il passaggio molto ravvicinato dell’occhio centrale di “Pam”, potranno registrarsi venti violentissimi che supereranno i 200-230 km/h e che saranno in grado di cagionare enormi danni alle abitazioni e alle fitte foreste tropicali che le caratterizzano, estirpando la vegetazione dalla base, a cominciare dalle palme (le prime ad essere strappate dai venti fortissimi) e dagli alberi di piccolo fusto.

sp201517Inoltre, dalle ultime moviole dei satelliti, si evidenzia la presenza di temperature molto fredde sulla parte sommitale delle imponenti nubi torreggianti che si attorcigliano attorno l’occhio della tempesta. Queste temperature estremamente basse lungo il tetto dell’imponente muro nuvoloso di “Pam” indica la presenza di fortissime correnti ascensionali, attorno l’occhio del ciclone, che spingono la sommità delle imponenti nubi cumuliformi alla base della stratosfera. Ma quello che si teme maggiormente è la pericolosa “Storm Surge” (“onda di tempesta”) non indifferente capace di espandersi per alcune centinaia di miglia di distanza dal nucleo centrale del super ciclone tropicale.

Foto di Silafaga Lalua
Foto di Silafaga Lalua

La “Storm Surge” corrisponde ad un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio del potente ciclone tropicale che tende a sospingere verso la costa un enorme quantitativo di acque, provocando gravi inondazioni nei tratti di costa pianeggianti o nelle piccole isole (come gli atolli). In questo caso “Pam”, avendo già raggiunto la 5^ categoria Saffir-Simpson, è capace di generare una “Storm Surge” davvero distruttivi sugli atolli corallini ad est e a sud di Vanuatu, che rischiano di essere colpiti in pieno dall’imponente “onda di tempesta”.

untitledGià alcuni atolli a pochi metri sopra il livello del mare sono stati temporaneamente sommersi dalle ondate più alte generate dalla potente tempesta.

In particolare le isole della Lealtà, assieme a Futuna e Aneityum sono quelle più esposte all’improvviso innalzamento del livello medio dell’oceano, in concomitanza con il passaggio ravvicinato del nucleo centrale di “Pam”. E proprio in queste ore, con l’ulteriore approfondimento del profondissimo vortice ciclonico, la situazione potrebbe veramente degenerare, visto che i violentissimi venti ciclonici sfornati da “Pam” potrebbero essere in grado di generare una “Storm Surge” di oltre 2.5-3.0 metri, in grado di inondare decine di isole, molte delle quali abitate.

cicloni australiaAl momento tutte le stazioni meteorologiche automatiche di Vanuatu e atolli limitrofi sono off-line, probabilmente perché danneggiate dai fortissimi venti da S-SE e da Sud che cominciano a spazzare l’arcipelago pacifico, con raffiche anche violente. Ma venti forti, prevalentemente da SE e S-SE, legati al passaggio del bordo occidentale del ciclone, spazzeranno la Nuova Caledonia e gli atolli limitrofi, dove si verificheranno possenti mareggiate che, purtroppo, arrecheranno danni significativi ai coralli. La tempesta da domani si allontanerà verso il Pacifico sud-occidentale, spostandosi su acque superficiali meno calde e su un’area caratterizzata da un “Wind Shear” moderato che contribuirà ad allentare l’attività convettiva attorno il nucleo centrale di “Pam”, declassandola rapidamente in una tempesta tropicale in movimento verso sud-est.