Violenta tempesta di vento in Toscana: i 209 km/h di Gigliana si avvicinano al record storico italiano [FOTO]

  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La presse
    La presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
  • La Presse
    La Presse
/
MeteoWeb

11008557_10205413769857288_8954779892389071630_n

La violenta tempesta di grecale e tramontana che nella prima mattinata di oggi ha sferzato la Toscana, con potentissime raffiche di caduta che per l’effetto dell’incanalamento orografico hanno raggiunto valori di 130-140 km/h, ha fatto registrare valori anemometrici davvero eccezionali. Su tutti stupisce il dato registrato dalla stazione di Gigliana, grazioso borgo medievale della Lunigiana a circa 485 metri sul livello del mare, dove nel corso della mattinata è stata registrata una raffica davvero impressionante di 209.2km/h. Nonostante la violentissima raffica la stazione meteo è stata in grado di reggere all’incredibile potenza eolica, che in quella zona non scherza per niente, specie quando si dal crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano sfondano i venti di tramontana e grecale che si buttano a gran velocità verso l’entroterra toscano, “canalizzandosi” all’interno delle principali vallate.

eurMa l’aspetto che più ha impressionato è stata la velocità media sostenuta raggiunta dal vento che ha superato la soglia dei 100 km/h. Un dato veramente sorprendente che ha evidenziato il grandissimo potenziale eolico di quest’area non appena si attivano i venti di grecale e tramontana, che valicano il crinale appenninico per gettarsi con fortissime raffiche sul versante toscano. I 209.2 km/h di Gigliana, se verranno ufficializzati, entrerebbero nell’archivio meteorologico nazionale come una delle raffiche più violente di sempre mai registrata sul territorio italiano. Anche se malgrado il dato davvero impressionante rimaniamo ad una certa distanza dal record nazionale di massima raffica, dato che sulle Alpi, anche se a quote superiori, sono presenti altre stazioni che hanno registrato, in passato, picchi di massima raffica superiori ai 220-240 km/h.

Gli effetti delle raffiche di uragano che in mattinata si sono abbattute su buona parte del territorio toscano
Gli effetti delle raffiche di uragano che in mattinata si sono abbattute su buona parte del territorio toscano

Solo in Svizzera, a Konkordiahuette (2856 metri), nella giornata del 5 Gennaio 2012 è stata segnata una massima raffica di ben 275 km/h. Va anche ricordato che il record di massima raffica, a livello nazionale, per le località che sorgono sul livello del mare, è quello di Trieste, con i 171 km/h registrati il 2 Febbraio 1954, durante una violentissima bufera di bora. Parliamo ovviamente del record ufficiale, ma bisogna fare un po’ di attenzione. In realtà, il 10 Marzo 2010, l’anemometro dell’Istituto Nautico, ubicato nel porto del capoluogo della Venezia Giulia (in uno dei punti meglio esposti alle potenti raffiche “Catabatiche” da E-NE che scivolano dal valico di Postumia, il luogo dove nasce la “bora” che scende su Trieste), sempre in una giornata di bora violentissima, aveva registrato una massima raffica di ben 188 km/h, scalzando di fatto il vecchio record cittadino.

wind10m_H_web_5Ma andando indietro nel tempo nelle Bocche di Bonifacio, in prossimità delle coste corse, una stazione amatoriale registrò una raffica estrema di ben 220 km/h (siamo ben lontani dai 171 km/h triestini) durante una potente maestralata che si era canalizzata all’interno del braccio di mare che separa le coste sarde da quelle corse, uscendo con raffiche violentissime verso il Tirreno centrale. Quei 220 km/h, archiviati proprio all’interno delle Bocche di Bonifacio, in uno dei tratti di mare più tempestosi dell’intero mar Mediterraneo (chi ha avuto l’onore di doppiarlo in barca a vela lo sa molto bene), rappresenterebbero il vero record nazionale di raffica più forte mai registrata in una località a livello del mare.

analyzaNeanche sul Golfo di Trieste, anche nella giornate di “bora scura” molto potente, con un fittissimo “gradiente barico orizzontale” sulle Alpi Dinariche, disposto con asse E-NE – O-SO (la configurazione che sovente accompagna le sfuriate di bora più potenti sull’Istria, la costa slovena e il Golfo di Trieste), si riescono ad oltrepassare i 200 km/h, come avviene dentro le Bocche di Bonifacio e negli specchi d’acqua limitrofi ad esse, durante l’infuriare dei venti di ponente e del violento maestrale.