25 aprile, perchè l’Italia festeggia? 70 anni fa la liberazione dal nazifascismo

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Il 25 aprile è una data che racconta la capacità del popolo italiano di riprendere in mano le sorti della sua storia

Quando gli anniversari raggiungono la cifra tonda, l’occasione è sempre preziosa per rilanciarne il significato. Se poi si parla dell’Anniversario della Liberazione italiana dal nazifascismo, l’appuntamento è ancora più sentito. Quest’anno, infatti, ricorrono i 70 anni da quel 25 aprile 1945 che pose fine ad una tra le più buie pagine della storia del nostro Paese, per ricostruire, pian piano, i valori ed i principi di libertà, sfociati nella scrittura della Costituzione e nella nascita della Repubblica.

25 APRILEIl 25 aprile oggi significa, in primis, scuole chiuse, discorso del Presidente della Repubblica in tv, manifestazioni a tema nelle maggiori città, blateando qua e là di Resistenza e lotta partigiana. Eppure, mai come oggi il 25 aprile deve esserci di monito in quanto questa data, più di ogni altra, racconta la capacità del popolo italiano di riprendere in mano le sorti della sua storia. La nostra Costituzione e la storia della Repubblica italiana nascono sui valori della Resistenza, libertà , partecipazione, sovranità popolare. Siamo di fronte ad una festa nazionale e civile, priva di qualsivoglia carattere religioso che, pur avendo diversi nomi (Festa della Liberazione, Anniversario della Liberazione d’Italia, Anniversario della Resistenza), ha un univoco significato: quello di celebrare uno dei giorni principali nella storia della Repubblica italiana, ovvero la fine dell’occupazione nazifascista. 

25 APRILE  2Non tutta l’Italia venne liberata il 25 aprile. Venezia, ad esempio, fu liberata il 28 aprile; il 21 aprile era stato il turno di Bologna ed il 23 aprile di Genova. Perché allora proprio il 25 aprile? In quanto in quel giorno di 70 anni fa vennero liberate le città di Torino e Milano. Si tratta, quindi, di una data scelta in modo convenzionale; come simbolo della fine del Ventennio fascista e della Guerra, ma anche dell’inizio di quel percorso che condurrà al referendum del 2 giugno 1946, con il quale gli italiani scelsero la Repubblica. Ma da quando si celebra questa festa? Di fatto, dal 25 aprile 1946, poiché già nel primo anniversario vi furono cortei, manifestazioni e commemorazioni dell’evento. La Festa venne istituita provvisoriamente da subito, ma fu la Legge n° 260 del 27 maggio 1949, con l’elenco dei giorni “da considerarsi festivi” a stabilirne la cadenza annuale.

25 APRILE 3Ripercorriamo le tappe salienti: il 25 aprile 1945 è il giorno in cui via radio, alle 8 del mattino, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, il cui comando, con sede a Milano, presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, con la presenza, tra gli altri, del presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza, proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partifiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà, di attaccare i presidi fascisti e tedeschi, imponendo la resa. Parallelamente, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate, il CLNAI emanò, in prima persona, dei decreti legislativi, assumendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo italiano”, stabilendo anche la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, tra cui Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato 3 giorni dopo, il 28 aprile 1945.

VENEZIA:  150^ ANNIVERSARIO DELL'UNITA'  D'ITALIA.La parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi fu “Arrendersi o perire!”. Entro il 1 maggio venne liberata tutta l’Italia Settentrionale fu liberata: il 21 aprile Bologna, il 23 aprile Genova, il 28 aprile Venezia. La Liberazione mise fine ai 20 anni di dittatura fascista e a 5 anni di guerra. La data del 25 aprile, simbolicamente, rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e Repubblica; consultazione per la quale, per la prima volta, furono chiamate alle urne, per un voto politico, le donne; e poi alla nascita della Repubblica italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione. Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta, firmata il 29 aprile 1945.