Accadde oggi: nel 1919 il primo lancio in caduta libera

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Il “nuovo” paracadute segna una tappa miliare nel cammino del volo umano

Il 19 aprile 1919 il 24enne Leslie Irvin Leroy è il primo uomo a saltare in caduta libera con un paracadute, al campo di McCook, nei pressi di Dayton, nell’Ohio. All’atterraggio si rompe una caviglia ma esibisce il suo miglior sorriso. E’ il primo ad usare con successo il “nuovo” paracadute che segna una tappa miliare nel cammino del volo umano. Il manufatto non usciva infatti da un contenitore attaccato al velivolo – come quello che il 12 marzo 1912 aveva usato il capitano dell’esercito americano Albert Berry per il primo lancio della storia da un aereo – ma veniva espulso da un cavo a strappo che si tirava appunto quando si era in caduta libera, all’esterno del velivolo. Un meccanismo ideato dall’inventore polacco Theodore Moscicki e quindi messo a punto da34enne pilota americano James Floyd Smith che aveva disegnato quindi il nuovo paracadute, realizzato da un ingegnere e maggiore della Us Air Service Division, C.E. Hoffman. Irvin, stunt-man da quando aveva 14 anni per la nuova industria cinematografica californiana, non era nuovo ai lanci in paracadute. Aveva infatti 19 anni, nel 1914, quando, in un film intitolato “Sky High”, saltò da un aereo a 1.000 piedi di altezza. Ma, allora, sapeva di fare parte solo di una schiera di ardimentosi le cui tracce si perdevano nell’antichità visto che, già nell’antica Cina, venivano usati ombrelloni dagli acrobati per frenare le cadute; Leonardo da Vinci, nel 1502, aveva fatto lo schizzo del primo paracadute ed il debutto ufficiale del “parachute”, un cesto di vimini appeso ad un pallone con dentro il suo inventore lanciatosi da una mongolfiera a 600 metri di altezza, c’era stato il 22 ottobre 1797, sul cielo di Parigi, protagonista il 28enne Jacques Andre Garnerin (marito peraltro della prima paracadutista donna, Jeanne Labrosse). Il Leroy zoppicante che si rialza dall’atterraggio del 19 aprile 1919 stringe trionfante la cordicella del paracadute che farà la sua fortuna. Lo ribattezza “Ripcord” e fonda la società Irvin Air che inizia a produrlo industrialmente (oggi ancora attiva con il nome di Irvin Aerospace Inc). Nel 1930 il Ripcord arrivò ad essere usato da quaranta forze aeree e, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò oltre 10.000 vite, oltre a diventare lo strumento di invasione per eccellenza di quel conflitto. Irvin, inoltre, per difendere dal freddo piloti ed equipaggi degli aerei, che non usavano ancora materiali isolanti, produsse anche il celebre giubbotto con pelle di pecora, il Flying jacket, che divenne il classico indumento dei piloti della Raf nella Seconda Guerra Mondiale. La richiesta dell’indumento divenne così forte da costringere la ditta di Irvin a sub-appaltarne la produzione ad aziende esterne. Oggi lo si produce ancora con alcuni dei macchinari dell’epoca.