Ha saputo ‘scuotere’ la fisica italiana del secondo dopoguerra, per farla crescere grazie alla capacita’ di circondarsi di giovani, puntare su idee innovative e progetti ambiziosi. E’ cosi’ che ricordano il fisico Giorgio Salvini due dei suoi allievi
”Incaricato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di costruire un laboratorio italiano di ricerca avanzata nelle particelle elementari, Giorgio Salvini e’ stato il promotore e costruttore dell’elettrosincrotrone italiano di Frascati”, osserva il fisico Carlo Bernardini, che nel 1957 si era unito al gruppo di lavoro di Salvini a Frascati che aveva appena 23 anni. ”Nel 1959 – aggiunge – il sinctorone era una delle macchine migliori del mondo”. Per fare questo ”passo in avanti enorme della fisica italiana ci volevano persone con la capacita’ di decisione di Edoardo Amaldi di un giovane di 33 anni come Salvini”. Quest’ultimo, prosegue Bernardini, ”recluto’ tutti i fisici appena laureati, giovanissimi. Ci trovammo con lui come banda di fisici poco piu’ che ventenni, ognuno dei quali aveva un incarico di responsabilita’ nel progetto”. Salvini, aggiunge, ”ha avuto il merito di far lavorare i giovani e di essere sempre pronto ad accogliere e a discutere le idee innovatine”. Per uno dei suoi studenti, Giorgio Parisi, dell’universita’ Sapienza di Roma ”Salvini ha avuto un ruolo estremamente importante nella fisica italiana perche’ all’eta’ di 33 anni ha avuto la responsabilita’ estremamente importante di costruire una macchina acceleratrice moderna, al livello di quelle costruite negli Stati Uniti”. E’ stato, prosegue, ”un impegno colossale, in un’Italia che usciva da poco dalla guerra e con estrema determinazione ha dimostrato una capacita’ eccezionale nella scelta dei suoi collaboratori”. Salvini, osserva, ”ha preso il meglio che usciva dalle universita’ e ha portato avanti una costruzione che e’ stata uno dei tanto miracoli dell’Italia del dopoguerra, mettendo le persone giuste e al posto giusto”. Ripensando a quando era suo studente, Parisi ricorda: ”mi ha aiutato e incoraggiato, Era una persona con un’ enorme curiosita’ di capire la scienza. Ricordo che spesso, quando incontrava qualcuno, gli domandava: ‘mi racconti la tua ricerca?’ e poi chiedeva: ‘che cosa vorrebbe dire avere successo?’. Ti obbligava a riflettere a quello che facevi.



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