Allarme super batteri: 80.000 persone a rischio, lo scenario è “pessimistico ma possibile”

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Un rapporto dell’European Center for Diseases Control del dicembre scorso ha ‘bocciato’ l’Italia nell’uso corretto degli antibiotici

INTOSSICAZIONI ALIMENTARI BATTERI“Il rapporto Gb non e’ nulla di nuovo, e’ una puntualizzazione su una proiezione forse pessimistica ma possibile, che va rilanciata sia nell’ottica di nuove ricerche e nuovi finanziamenti che anche in quella della promozione di una corretta prescrizione degli antibiotici e di un corretto utilizzo degli stessi da parte dei cittadini. Se non si segue la terapia per tutto il tempo previsto o vengono assunti saltuariamente si fa il gioco del batterio, che in qualche modo rialza la testa,” dichiara il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Universita’ di Milano, commentando un rapporto del governo britannico, secondo cui la diffusione della nuova generazione di batteri resistenti agli antibiotici potrebbe costare la vita a 80 mila persone. “C’e’ una riduzione dell’ingresso di nuovi antibiotici, non abbiamo una nuova classe di antibiotici da un po’ di tempo – aggiunge Pregliasco -. E quelli di cui disponiamo rischiano di essere armi spuntate a causa di un utilizzo a volte eccessivo dell’industria alimentare per gli allevamenti animali. Ma anche per un uso maldestro umano, per diversi motivi: dalla auto-prescrizione, al problema delle terapie mirate (a volte si utilizzano ‘cannoni’ quando servirebbe una ‘pistola’), per arrivare al fatto che a volte, avvertiti da subito dei benefici, chi li assume non termina la terapia e il batterio sfrutta l’occasione per rialzare la testa”. “Per quanto riguarda i batteri che e’ possibile contrarre proprio in queste strutture, esiste un Cio (Comitato infezioni ospedaliere)”, osserva ancora Pregliasco.

Un rapporto dell’European Center for Diseases Control (Ecdc) del dicembre scorso ha ‘bocciato’ l’Italia nell’uso corretto degli antibiotici: il nostro Paese ha il non invidiabile primato di essere nella fascia con la piu’ alta percentuale di resistenza praticamente per tutti i batteri.