Per prevenirle, occhio all’esposizione improvvisa e prolungata ai raggi solari
L’allergia al sole è una reazione del sistema immunitario alla luce del sole. Tra i tipi più frequenti di allergie solari troviamo: la dermatite polimorfa solare, che si manifesta con un’eruzione cutanea e prurito sulla pelle esposta al sole; la dermatite polimorfa solare ereditaria, che colpisce le persone di origine amerindiana, tra cui gli indiani dell’America settentrionale, meridionale e centrale, con sintomi che iniziano già durante l’infanzia o l’adolescenza; la dermatite fotoallergica, scatenata dall’effetto della luce solare su una sostanza chimica applicata sulla pelle (es. un ingrediente delle creme solari, un profumo, un cosmetico o una pomata antibiotica), l’orticaria solare, che provoca la comparsa di grandi bolle arrossate e pruriginose sulla pelle esposta al sole.
CAUSE: Le cause delle allergie solari non sono note. Si pensa che alla base di esse ci sia una predisposizione individuale (es. chi si espone molto al sole ma non è incline alla fotodermatosi, non vede aumentare il proprio grado di rischio; mentre, al contrario, chi è esposto all’allergia, diventa rosso con pochi minuti di esposizione ai raggi solari. C’é chi dà la colpa alla diffusione della mania della tintarella o alla possibilità di fare viaggi in paesi tropicali, chi sostiene che il sole sia diventato “più cattivo” per l’assottigliamento della fascia d’ozono che filtra meno i raggi UV nocivi.
SINTOMI: L’allergia al sole, come noto, si manifesta con la bella stagione, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, provocando, tra i sintomi più evidenti, arrossamento della pelle, comparsa di vescicole e bollicine su di essa; colpendo, con maggior frequenza, décolleté e braccia, meno sul viso.
DIAGNOSI E CURA: La diagnosi viene fatta dal medico sulla base dei sintomi lamentati dal paziente, sull’anamnesi e i precedenti familiari. Possono essere necessari, una biopsia cutanea, consistente nell’esaminare in laboratorio un piccolo campione di pelle, il prelievo del sangue per escludere il lupus eritematoso sistemico. Il dermatologo o l’allergologo effettuano un foto-test, esame dermatologico realizzato nei centri specializzati, consistente nell’esporre una determinata zona della pelle a dosi crescenti di UVA e UVB, determinando, così, quali sono i raggi ultravioletti che scatenano la crisi e procedendo con una terapia ad hoc, consistente nella fase acuta nella somministrazione di corticosteroidi (locali e per via sistemica) e, se il prurito è forte, di antistaminici per via orale.
PREVENZIONE: Per prevenire le allergie solari occorre prestare attenzione all’esposizione, limitandola, ma soprattutto evitando la fascia compresa tra le 10 e le 15, in cui i raggi solari sono molto forti. Non esponetevi improvvisamente e prolungatamente alla luce solare, provando ad aumentare gradualmente il tempo, in modo che la pelle si adatti, man mano, ai raggi solari. Indossate cappelli, occhiali da sole e un abbigliamento leggero che copra bene le zone sensibili del corpo, applicando creme e lozioni con filtro di protezione solare +50. Attenzione ai cosmetici e ai farmaci in grado di provocare una reazione fotoallergica (es. antibiotici, contraccettivi orali, farmaci con obbligo di ricetta utilizzati per curare determinati disturbi psichiatrici, ipertensione e insufficienza cardiaca. Per evitare inconvenienti, consultate il medico, chiedendogli se sono necessarie precauzioni particolari per evitare l’esposizione al sole durante la terapia.


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