Alluvione Genova, il pm spiega l’indagine a Raffaella Paita: “ignorati anche i simboli di pericolo”

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L’8 e il 9 ottobre 2014 vennero ignorati anche i segnali di pericolo (un triangolo con un punto esclamativo) inseriti nei bollettini meteo diramati dall’Arpal (l’Agenzia regionale per la protezione e l’ambiente ligure) inviati alla Protezione civile. E’ questo uno degli elementi contestati a Raffaella Paita e alla dirigente della protezione civile Gabriella Minervini, indagate nei giorni scorsi per l’alluvione del 9 ottobre 2014, che mise in ginocchio Genova e causo’ un morto. Paita e Minervini sono accusate di omicidio colposo e disastro colposo. La dirigente pero’ respinge le accuse. “Da un punto di vista tecnico – fa sapere tramite il suo legale – le previsioni mandate da Arpal non erano tali da diramare un’ allerta. Il segnale di pericolo e’ sui temporali ma questo non implica automaticamente lo stato di allerta. Devono esserci altri elementi che non c’erano”. I magistrati Gabriella Dotto e Patrizia Ciccarese, che coordinano l’inchiesta, pero’ ritengono che non sia cosi’. Le due sapevano delle condizioni meteo gia’ dalle 20 e avrebbero avuto tutti gli elementi per diramare l’allerta e mettere cosi’ in moto la macchina della protezione civile.