Alluvione Genova, Minervini: l’allerta non era prevista

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Minervini è indagata di disastro colposo e omicidio colposo insieme a Raffaella Paita

“I forti temporali segnalati nella giornata del 9 ottobre 2014 non imponevano, in termini di regolamento, la divulgazione di un’allerta meteo”. E’ quanto sostiene il dirigente della Protezione civile della Regione Liguria Gabriella Minervini, indagata dalla procura di Genova per i tragici fatti del 9 ottobre 2014, quando Genova fu colpita da un’alluvione che causo’ distruzione e la morte dell’ex infermiere Antonio Campanella. Minervini e’ indagata di disastro colposo e omicidio colposo insieme a Raffaella Paita, assessore regionale alla Protezione civile e candidato Pd alla presidenza della Regione Liguria. Oggi il dirigente regionale era attesa per un interrogatorio dai pm Gabriella Dotto e Patrizia Ciccarese ma si e’ presentata solo il suo legale, Silvia Morini, che ha depositato una memoria difensiva. Nella memoria, secondo quanto appreso, Minervini ricostruisce i regolamenti di protezione civile che prevedono la divulgazione dell’allerta meteo, riferendo ai magistrati che non era stato quello il caso. “I bollettini meteo parlavano solo di forti temporali – spiega Minervini nella memoria – Un forte temporale non puo’ dare luogo a un bollettino di allerta meteo”. In quella giornata, solo alle 22,15, la situazione divenne “ufficialmente” degna di un’allerta, quando a Montoggio si verifico’ un’alluvione che precedette di un’ora quello che colpi’ Genova. “Aprii la centrale operativa della protezione civile – ha precisato Minervini – perche’ allora non aveva piu’ alcun senso diffondere un’allerta meteo che deve anticipare i possibili eventi alluvionali di 12 ore. Operammo in stato di emergenza”. Secondo Minervini non rileva infine l’apertura da parte dei Comuni delle centrali operative di protezione civile in quanto “hanno regolamenti diversi da quello regionale”. Infine Minervini ha fatto, nella memoria, un richiamo a 15 lettere inviate nel corso di circa un anno alla Regione Liguria per sottolineare la carenza di personale dell’ufficio di Protezione civile, che contava in forza 12 persone.