“Il cambiamento climatico è un tema globale e il 2015 può essere l’anno dell’azione globale”
Papa Francesco “e’ una delle voci morali piu’ appassionate” in difesa dei poveri e della Terra. “Sradicare la poverta’ estrema, porre fine alle esclusioni sociali, proteggere l’ambiente sono valori che sono pienamente coerenti con le grandi religioni” e Francesco e’ una “leadership spirituale e morale”. Cosi’ il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, oggi in Vaticano dove ha partecipato a un seminario sull’ambiente e sul clima. “La scienza e la religione sono alleate sulla questione del cambiamento climatico e hanno chiarito che e’ necessario un cambiamento dei comportamenti e degli stili di vita per affrontarlo. Non possiamo cambiare la Natura”, ha poi sottolineato rispondendo a chi gli domandava un commento sulle critiche provenienti da ambienti conservatori statunitensi circa la posizione Onu sui cambiamenti climatici e la probabile inclusione di questo tema nella prossima enciclica del Pontefice. “Sono sicuro – ha aggiunto – che l’enciclica avra’ un profondo impatto sulla discussione e spero che anche il discorso che il Papa pronuncera’ a New York il 25 settembre avra’ un profondo impatto. Sono convinto della sua leadership morale”. Ad avere maggiori responsabilita’ sono, per il segretario Onu, i Paesi sviluppati, anche se “i Paesi in via di sviluppo devono stabilire una traiettoria di sviluppo sostenibile con il rispetto ambientale”. “Non stiamo dicendo a nessun paese che deve vergognarsi. Il cambiamento climatico e’ un tema globale e il 2015 puo’ essere l’anno dell’azione globale”, ha continuato Ban Ki-moon che ha piu’ volte sottolineato il ruolo che possono avere anche i leader religiosi e gli uomini di scienza in questo contesto.

“Abbiamo bisogno del sostegno morale dei leader religiosi. Non penso che i leader religiosi siano scienziati, ma penso che l’impegno morale e la volonta’ politica possano mobilitare le persone. In questo senso non solo gli scienziati, ma tutti devono essere parte di questo processo e i leader religiosi hanno un ruolo molto importante. Tutti insieme – ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite -, con la societa’ civile e i leader politici, possiamo cambiare le cose. Affrontare il cambiamento climatico e’ un imperativo morale urgente, tutte le persone di fede e di coscienza possono concordare su questo, i religiosi e gli scienziati possono allearsi per un’azione globale”. “Abbiamo solo pochi anni prima che la possibilita’ si chiuda per sempre, per il bene delle generazioni future. Spero che Papa Francesco aggiungera’ la sua voce con la sua enciclica che esce in un momento critico”, ha proseguito ban Ki-moon che ha ricordato sia la prossima visita del Papa al Palazzo di Vetro di New York, il 25 settembre, che il vertice Onu sul clima previsto a dicembre a Parigi. A questo proposito, Ban Ki-moon ha ricordato i suoi incontri a Parigi, oggi, con i membri dell’Ocse e domani, con il presidente francese Francois Hollande e il ministro degli Esteri Laurent Fabius. “Faccio appello ai leader politici ad avere obiettivi ambiziosi”, la conferenza di Parigi “non sara’ il punto finale, ma sara’ un punto di svolta, e poi bisognera’ applicare quanto verra’ deciso”.


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