“Dobbiamo riuscire ad abbandonare la mentalità del Novecento per intraprendere un nuovo modo di interpretare l’ambiente”
“Noi veniamo da un secolo, il XX secolo, nel quale l’ambiente e’ stato fortemente trascurato”, ma oggi serve “un cambio di paradigma”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, in una nota diffusa dopo aver partecipato alla tavola rotonda ‘Buoni Turismi per una buona crescita’ organizzata a Castelnovo Monti da Legambiente, Alta Scuola di Turismo Ambientale (Asta) e Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Sul ventesimo secolo “non do un giudizio negativo – ha precisato – perche’ gli obiettivi dell’industrializzazione del Novecento non erano certamente quelli del rispetto del territorio e dell’ambiente: non avevamo ancora tante cognizioni tecnico scientifiche che oggi abbiamo” e “non sapevamo cosa volesse dire inquinare, trattare male il nostro territorio, non fare determinati interventi nelle montagne, e quindi non potevamo sapere gli effetti negativi”. Inoltre, gli obiettivi di sviluppo “dello scorso secolo erano ritenuti allora molto piu’ impellenti rispetto alla tutela del territorio.I nostri padri avevano un Paese da ricostruire, la preoccupazione di sfamare tanta gente”.
Oggi l’obiettivo e’ diverso: “Dobbiamo riuscire ad abbandonare la mentalita’ del Novecento per intraprendere un nuovo modo di interpretare l’ambiente”, e ai nuovi obiettivi “dovremmo far corrispondere industrialmente i nostri comportamenti di vita. Quelli del XXI secolo saranno molto concentrati sul rispetto dell’ambiente e del diritto alla salute. Questo vuole dire un cambio di paradigma, perche’ quel modo di vita e quel modo di produrre del Novecento non saranno in futuro riproducibili, vuoi per la scarsita’ delle materie prime, ma anche perche’ non possiamo piu’ permetterci l’inquinamento che abbiamo avuto fino ad oggi. Il surriscaldamento globale e’ il segnale piu’ evidente dei cambiamenti climatici in atto. I rifiuti, in ultimo, non ce li possiamo piu’ permettere in quella quantita’, perche’ aldila’ dell’ambiente, e’ un costo troppo elevato. Per tutti questi motivi dobbiamo passare da un’economia lineare ad un’economia circolare”.


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