Ambiente: nessuna “bomba” di carbonio dallo scioglimento del permafrost

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La ricerca sottolinea che l’uomo ha più tempo per ridurre le emissioni e contrastare i cambiamenti climatici

Non ci sara’ nessuna ‘bomba di carbonio’ dallo scioglimento del permafrost dell’Artico. A dirlo e’ uno studio condotto dal US Geological Survey e pubblicato su Nature, secondo cui le previsioni di un rilascio catastrofico di CO2 per lo scioglimento del permafrost sarebbero state esagerate. Piu’ che in un’eruzione, dicono gli scienziati, l’anidride carbonica dovrebbe essere rilasciata in modo graduale e prolungato, ma con impatti comunque importanti sul clima. La ricerca sottolinea che l’uomo ha quindi piu’ tempo per ridurre le emissioni e contrastare i cambiamenti climatici. Il permafrost conserva una quantita’ di carbonio pari al doppio di quella presente oggi nell’atmosfera, ma a causa del riscaldamento globale dagli anni Ottanta la temperatura media dell’Artico e’ aumentata di 5,5 gradi; con conseguenze anche sul suolo sotto la tundra: questo, che per millenni era rimasto ghiacciato, ha iniziato a sciogliersi, rilasciando cosi’ nell’atmosfera anidride carbonica e metano. Un paio di decenni fa gli scienziati avevano ipotizzato che col disgelo del permafrost il carbonio potesse venire rilasciato in una grande ‘esplosione’, provocando cosi’ un’accelerazione significativa del riscaldamento globale. Secondo il nuovo studio, invece, il rilascio dovrebbe invece continuare in modo graduale e al ritmo attuale.