Amianto, OMS: in UE un cittadino su tre a rischio esposizione

A lanciare l’allerta sono gli esperti riuniti per un meeting sul tema ad Haifa (Israele)

Almeno un cittadino europeo su tre potrebbe essere esposto all’amianto sul proprio posto di lavoro o nell’ambiente in cui vive. E questo perché circa un terzo dei 900 milioni di persone che abitano nella regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) vive in Paesi che non hanno ancora vietato l’utilizzo di tutte le forme di questa sostanza altamente nociva. E negli Stati in cui l’amianto è vietato, l’esposizione persiste a causa dell’uso che se ne è fatto in passato. A lanciare l’allerta sono gli esperti riuniti per un meeting sul tema ad Haifa (Israele). Oltre 200 rappresentanti dei Paesi europei e delle organizzazioni internazionali e non governative hanno partecipato alla riunione, organizzata per valutare i progressi globali su ambiente e Salute in Europa. L’esposizione all’amianto può causare cancro ai polmoni, alle ovaie e della laringe, mesotelioma e asbestosi: il modo più efficiente per eliminare queste malattie è impedire l’uso di tutti i tipi di amianto. Mentre 37 dei 53 Stati membri della Regione Ue hanno vietato l’uso di tutte le forme di amianto, ce ne sono ancora 16 (Albania, Andorra, Armenia, Azerbaijan, Belarus, Bosnia Herzegovina, Georgia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Monaco, Moldavia, Federazione Russa, Tajikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan) che lo utilizzano ancora, soprattutto in materiali da costruzione, e alcuni continuano a produrlo e a esportarlo. Ma anche dopo che il suo utilizzo è cessato, l’amianto rimane nell’ambiente, quindi ha bisogno di essere rimosso in modo sicuro e smaltito senza indugio, avverte l’Oms.