Animali: allarme estinzione per i delfini del Mekong, nel Laos solo 5 esemplari

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Belli e rari, delicati e complessi, simbolo stesso della fragilità dell’ecosistema nel quale vivono

I delfini sono da sempre tra gli animali più vicini all’uomo. I marinai del ‘500 li scambiavano per sirene che seguivano le navi, indicandogli la strada col loro canto: oggi, invece, questa stessa vicinanza rischia di causarne l’estinzione. E’ il caso dell’orcella asiatica, una specie particolare di delfino d’acqua dolce che vive nelle coste e negli estuari dei fiumi dell’Asia mediorientale che, secondo il Wwf, è ad un passo dallo scomparire proprio a causa delle attività distruttive dell’uomo all’interno del loro habitat. Nel fiume Mekong, tra Laos e Cambogia, secondo le stime del Wwf, ne rimangono appena 85 esemplari, che potrebbero sparire del tutto se il progetto della diga Don Sahong -un gigante da 260 megawatt, ad appena 3km a monte dal bacino, annunciata dal governo del Laos- dovesse andare in porto, nonostante gli allarmi degli animalisti. “La realizzazione della diga -spiega il Wwf sul suo sito- prevede l’estrazione di milioni di tonnellate di roccia con esplosivi: le onde sonore generate dalle esplosioni potrebbero uccidere i delfini, che possiedono apparati acustici altamente sensibili”. Micidiali per i cetacei, sarebbero anche l’aumento della navigazione fluviale e lo stress che deriverebbe dalle mutazioni dell’habitat.

Irrawaddy dolphin, Mekong River, CambodiaPer capire quanto fragile sia l’esistenza di questi animali, basta guardare i numeri: storicamente la popolazione complessiva contava circa 40-50 individui e già a metà degli anni ’90 le stime parlavano di un dimezzamento. Oggi, nelle acque del Mekong che appartengono al Laos, ne rimangono solo cinque, ed è notizia di pochi giorni fa il ritrovamento di un esemplare morto, nei pressi dell’isola cambogiana di Cheutal. Il delfino morto, spiega il Wwf, “pesava 223 kilogrammi e misurava 2,4 metri di lunghezza e si pensa che fosse uno dei sei rimanenti nel tratto del fiume che si estende tra i confini di Laos e Cambogia”. “Questo è un altro avvertimento: la popolazione del Mekong di questa specie è di fronte ad un grave rischio d’estinzione dal paese e dal grande fiume”, afferma Thomas Gray, responsabile del programma per le specie del Mekong del Wwf. Questi rari cetacei d’acqua dolce e di estuari, diffusi in pochi esemplari in diverse popolazioni presenti in alcune regioni dell’Asia sud-orientale, sono minacciati dalle reti da posta e dall’uso di metodi illegali di pesca come l’uso d’esplosivi e il veleno. “La Cambogia -spiega il Wwf- ha vietato la pesca con le reti da posta nell’intero bacino e nelle aree circostanti, ma il Laos ha proibito il loro uso solo nelle parti più profonde del bacino”. La soluzione per salvare questi splendidi animali, spiega l’associazione ambientalista, passa dalla cooperazione tra i due paesi: “Le orcelle asiatiche sono una grande attrazione per i turisti, circa 20mila visitatori l’anno intraprendono ‘crociere fluviali’ per ammirare questi cetacei. La chiave è la collaborazione tra Laos e Cambogia”. “E’ tempo di smettere l’utilizzo di qualsiasi tipo di pesca illegale e di regolare strettamente l’uso di reti da posta e del traffico di barche. Lavorare su queste soluzioni -conclude il Wwf- è l’unica speranza a lungo termine per la sopravvivenza dei delfini in Laos e nel grande Mekong”.