Arriva dallo spazio la prima mappa globale delle sorgenti geotermiche

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La mappa segnala alcune strutture della superficie che possono aiutare nella ricerca di giacimenti geotermici

Arriva la prima mappa completa delle sorgenti geotermiche: e’ stata ottenuta dal satellite Goce dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), grazie alle misure della gravita’ terrestre. ”E’ la prima volta che i dati sulla gravita’ di Goce sono stati utilizzati come strumento per l’esplorazione dei siti geotermici”, osserva Volker Liebig, direttore dei programmi di Osservazione della Terra dell’Esa. L’energia geotermica, spiegano gli esperti, e’ il calore che arriva dal magma intrappolato sotto la superficie terrestre. Questa energia e’ una risorsa pulita e sostenibile che puo’ essere utilizzata per generare elettricita’, riscaldare gli edifici e anche le serre usate nell’agricoltura. Questi siti di energia sotterranea si trovano spesso in aree remote e difficili da esplorare. Per facilitare l’individuazione delle sorgenti e il loro sfruttamento, l’Esa e l’Agenzia per le energie rinnovabili (Irena) hanno utilizzato le misure della gravita’ terrestre fatte da Goce per mettere a punto una mappa delle aree che potenzialmente possono avere sorgenti geotermiche, restringendo la ricerca. La mappa segnala alcune strutture della superficie che possono aiutare nella ricerca di giacimenti geotermici: come le zone dove la crosta e’ piu’ sottile o dove c’e’ una recente attivita’ magmatica. In questo modo ”la mappa fornisce una scorciatoia per le esplorazioni lunghe e costose e sblocca il potenziale di energia geotermica”, rileva Henning Wuester, dell’Agenzia Irena. Lanciato nel 2009, Goce (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer) e’ stato il primo satellite a riprodurre la forma della Terra in base alla mappa della gravita’, ha fornito dati su circolazione e livello degli oceani, dinamica dei ghiacci e interno del pianeta. Il suo motore a ioni ha smesso di funzionare il 21 ottobre 2013, come previsto, e successivamente il satellite e’ stato fatto esplodere nell’atmosfera. Ma la straordinaria ricchezza dei suoi dati continua ad essere sfruttata.