Astronomia: Italia sconfitta, la sede SKA resta a Manchester

Il consiglio di amministrazione dello Square Kilometre Array ha deciso: il quartier generale dell’organizzazione resterà a Manchester

L’Italia, che aveva avanzato con forza la candidatura di Padova per ospitare la sede del radiotelescopio del futuro, è uscita sconfitta dal confronto con il Regno Unito. Sei i voti a favore di Manchester (che già ospita presso l’osservatorio di Jodrell Bank la sede provvisoria del progetto), uno solo per Padova e ben 5 astenuti.
Sfuma così la possibilità per il nostro Paese di ospitare il quartier generale di una delle imprese più sfidanti dei prossimi anni, la costruzione del radiotelescopio più potente al mondo, in cui l’Italia è impegnata da tempo con l’Istituto nazionale di Astrofisica e a cui il governo con l’ultima legge di stabilità ha destinato decine di milioni di euro in 3 anni.
La candidatura di Padova è stata sostenuta con convinzione dall’esecutivo a cominciare dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. “La valutazione tecnica è decisamente a favore dell’Italia – aveva detto il ministro Giannini la settimana scorsa in occasione dell’inflight call con l’astronauta Samantha Cristoforetti – ma si tratta anche di una valutazione politica”. Ed è stata quest’ultima a prevalere, come sottolinea anche l’Inaf in una nota.
radiotelescopio“La sede di Manchester – scrive l’Inaf – è stata preferita nonostante la commissione internazionale, che ha esaminato tecnicamente le candidature delle due città candidate, avesse valutato Padova come nettamente preferibile. E’ evidente che l’influenza politica ed economica esercitata dall’Inghilterra nei confronti dei componenti della Ska Organization ha avuto decisamente la meglio sulle considerazioni tecnico-scientifiche.
Facciamo punto e a capo e dedicheremo i prossimi giorni nel valutare il ruolo dell’Italia e dell’Inaf nel progetto”.
La comunità scientifica internazionale e soprattutto quella italiana – scrive Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica – non ha mai avuto dubbi sul fatto che Ska (la cui costruzione inizierà nel 2018) sia il futuro della radioastronomia. “Il coinvolgimento dell’Inaf in Ska è stato pensato, sin dai primi anni, come un volano non solo scientifico, ma anche economico e industriale, visto l’ampio coinvolgimento delle industrie italiane nel settore della radioastronomia (con la produzione di ricevitori, pannelli e amplificatori) e questo può avere importanti ricadute per il nostro Paese. Il progetto porterà risultati a medio-lungo termine e per l’Italia è sempre stato fondamentale rimanervi agganciati con un ruolo di leadership. Per questo l’Istituto Nazionale di Astrofisica ha da sempre creduto in questo progetto, tanto da essere nel gruppo iniziale dei suoi sostenitori, tra i fondatori del Consorzio Ska.
L’Italia è già attiva in tutti i gruppi scientifici, in 4 consorzi tecnologici e leader di importanti progetti”.