Il gran caldo che in questi giorni sta affliggendo la fascia tropicale asiatica è una concausa dell’evento di “El Niño” che sta crescendo sul Pacifico orientale, in Pakistan primi +48°C
Anche se con un mese di anticipo rispetto la normale tabella di marcia, grazie all’avvento di “El Niño”, lungo la fascia tropicale dell’emisfero boreale la stagione calda entra nella sua fase clou. Proprio in questo periodo dell’anno (sul finire di Maggio), quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale, penisola Arabica e Asia meridionale, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”.
Non per caso, in questi giorni, lungo le aree interne del Pakistan centro-meridionale e dell’India settentrionale i termometri hanno varcato per la prima volta la soglia dei +47°C +48°C, avvicinandosi progressivamente ai +49°C all’ombra. Tali temperature rappresentano i valori più alti registrati sul pianeta dall’inizio del 2015, esaltati dall’azione del “Nino” che da settimana va a strutturarsi sul Pacifico equatoriale. Nei giorni scorsi è stato il Pakistan, per primo, ha oltrepassare il muro dei +48°C all’ombra per la prima volta quest’anno nell’emisfero nord. La città di Larkana ha difatti registrato una temperatura massima di ben +48°C, stabilendo la temperatura più alta finora registrata. Anche la detentrice del record di caldo asiatico, Moen Jo Daro, una delle località più roventi del Pakistan, si è avvicinata ai +48.0°C. Nelle altre località e città del Pakistan centro-meridionale i termometri hanno superato, anche in maniera abbondante, la soglia dei +44°C +45°C, con picchi di +46°C +47°C.
Il caldo sul territorio pakistano perdurerà ancora fino alla metà di Giugno, in attesa dell’avvento del Monsone di SO sul mar Arabico. Durante questo lungo periodo l’intensa onda di calore semi/permanente che in questi giorni si accumulerà su tutta l’area indo-pakistana rimarrà stazionaria fino alla media troposfera, con isoterme superiori ai +30°C +32°C alla quota di 850 hpa (circa 1500 metri). Questa grande massa di aria calda e molto secca, soprattutto negli strati più bassi, coadiuvata in quota, nella libera atmosfera, da un anticiclone dinamico ben strutturato, continuerà a prolungare la gran calura anche nelle prossime settimane, tanto che non è escluso che in qualche area interna si possano raggiungere picchi di ben +49°C +50°C. Difatti il Pakistan, in Giugno, paese caratterizzato da una accesa continentalità grazie alla particolare conformazione orografica interna che lo chiude ai flussi umidi occidentali, è l’area dove è maggiormente probabile che si possano sfondare i +50°C.
Anche nella vicina India il caldo comincia a fare veramente sul serio, soprattutto nella regione desertica del Rajasthan, non lontano dai confini pakistani, dove la colonnina di mercurio da giorni sfonda facilmente i +45°C +46°C, in un contesto molto secco, derivato anche dall’intensa “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l’aria nei bassi strati e la scaldano ulteriormente deumidificandola). Anche nelle estese pianure alluvionali dell’India settentrionale la calura sta divenendo particolarmente soffocante, specie durante le ore centrali del giorno, quando il sole raggiunge la posizione vicino allo “Zenit”, arroventando l’arido terreno che aspetta l’arrivo delle grandi piogge monsoniche che dovrebbero arrivare fra un mese.
Proprio a fine Maggio l’avvicinamento del sole allo “Zenit” e la persistenza di condizioni atmosferiche prettamente anticicloniche, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi, ventilazione debole o assente e clima alquanto secco nei bassi strati, favoriscono una grande impennata dei valori termici, con picchi pronti a sfondare con grande tranquillità anche la soglia dei +45°C +46°C. La graduale intensificazione del caldo fra il Pakistan e l’India sta agevolando anche una importante diminuzione della pressione atmosferica, in prossimità del suolo, che sta scivolando sotto i 1002-1000 hpa nell’estremo nord del sub-continente indiano, sotto l’imponente catena montuosa dell’Himalaya.
Il calo della pressione nel cuore dell’entroterra indiano di conseguenza sta determinando un progressivo rinforzo della ventilazione occidentale sopra le acque dell’oceano Indiano settentrionale, nel tratto di mare compreso fra le Maldive, le coste dell’India meridionale, l’isola-stato dello Sri Lanka, mentre una più sostenuta ventilazione sud-occidentale comincia a risalire sul golfo del Bengala fino a raggiungere le coste dell’India orientale, Bangladesh e il Myanmar. La ventilazione sud-occidentale tenderà ad intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni, specie lungo il golfo del Bengala e il mar delle Andamane.


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