Caos e rabbia: cresce la tensione in Nepal, scontri a Kathmandu

MeteoWeb

Nella notte a migliaia si erano radunati vicino alla stazione delle corriere, poco distante dal Parlamento, nella speranza di riuscire a partire verso altre località del Paese

Dopo il disastro, la rabbia: come gia’ accaduto ad Haiti, dopo il terremoto del 2010, cresce la tensione in Nepal. I sopravvissuti al sisma di sabato sono stremati dalle scosse di assestamento, dai ritardi negli aiuti e dall’inadeguata gestione dell’emergenza da parte del governo. Scontri sono scoppiati a Kathmandu dove la polizia ha dovuto caricare la folla ammassatasi alla stazione delle corriere con la speranza di partire per raggiungere i familiari. Intanto ilbilancio ufficiale dei morti ha superato quota 5mila. Per quanto riguarda gli italiani, mentre iniziano a rientrare i primi scampati al disastro, la Farnesina ha reso noto che sono stati rintracciati altri cinque italiani e quindi ora il numero degli irreperibili e’ sceso a cinque. All’aeroporto di Pratica di Mare sono in corso le operazioni di imballaggio dei primi aiuti umanitari che nelle prossime ore saranno caricati su un velivolo KC-767 del 14* Stormo dell’Aeronautica militare.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Quattro giorni dopo il sisma, Kathmandu e’ una polveriera di rabbia e tensioni: nella notte a migliaia si erano radunati vicino alla stazione delle corriere, poco distante dal Parlamento, nella speranza di riuscire a partire verso altre localita’ del Paese. Quando si sono accorti che non c’era traccia delle 250 corse supplementari promesse dal governo per favorire gli spostamenti, ci sono stati scontri con i poliziotti in tenuta antisommossa. Anche il premier, Sushil Koiral, in visita a un ospedale di Kathmandu, e’ stato contestato. Tra gli errori rimproverati al governo, c’e’ anche quello di aver chiesto ai Paesi che si erano offerti di non inviare piu’ team di soccorritori e medici, in quanto erano sufficienti le risorse gia’ presenti sul territorio. Le scosse sono diminuite in modo significativo, ma centinaia di migliaia di persone continuano a dormire in strada, perche’ le loro case sono distrutte o gravemente danneggiate. Il governo ha ammesso di essere stato travolto dall’enormita’ della catastrofe: “Ci sono stati alcuni punti deboli, ma il disastro e’ stato cosi’ enorme e senza precedenti che non siamo stati in grado di rispondere alle attese dei bisognosi”, ha detto il ministro delle Comunicazioni, Minendra Rijal Kantipur. I primi elicotteri dei soccorsi sono comunque riusciti ad atterrare nelle piu’ remote zone di montagna; e in altre zone, dove neanche gli elicotteri riescono ad atterrare, l’esercito ha cominciato a farsi strada via terra, prima in autobus, poi a piedi, inerpicandosi lungo sentieri sassosi, minacciati da frane e colpi di detriti. Unica nota positiva, il fatto che ancora si trovi qualcuno vivo sotto le macerie: a Kathmandu e’ stato recuperato un 27enne sotto le macerie di un hotel, 82 ore dopo il sisma. Per mantenersi in vita, aveva bevuto la sua urina.