Il rallentamento dell’economia cinese ha portato ad una minore attività delle fabbriche inquinanti, che sorgono in gran numero nell’Hebei
Lo smog di Pechino e della Cina del nord, diventato tristemente famoso in tutto il mondo, e’ diminuito in modo sensibile negli ultimi mesi, secondo l’organizzazione ambientalista Greenpeace. I dati indicano che nel primo trimestre dell’anno la quantita’ di particelle PM 2,5 nell’aria di Pechino si e’ ridotta del 13% rispetto all’anno precedente. In altre aree della provincia dell’Hebei, che circonda la capitale, la riduzione e’ stata addirittura del 31%, secondo diffusi dal governo cinese ed elaborati da Greenpeace. Alla base della diminuzione, sostiene Greenpeace, ci sono vari fattori, il piu’ importante dei quali e’ il tempo, che e’ stato mite e ha ridotto la necessita’ di riscaldare le case, cosa per la quale viene di solito usato il carbone. Inoltre, il rallentamento dell’economia cinese ha portato ad una minore attivita’ delle fabbriche inquinanti, che sorgono in gran numero nell’Hebei. L’inquinamento da parte di particelle PM 2,5, considerate particolarmente pericolose, e’ invece cresciuto a Shanghai e in altre zone costiere dell’est e del sud. “In queste aree ci aspettiamo un graduale miglioramento”, ha detto Zhang Kai di Greenpeace China mentre la situazione potrebbe peggiorare in quelle centrali e occidentali, secondo l’attivista.


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