L’Italia propone tre soluzioni per trovare un accordo internazionale sul tema dei cambiamenti climatici, ma la soluzione è lontana
Non e’ scontato che il prossimo dicembre a Parigi si raggiunga un accordo globale sugli impegni per frenare il riscaldamento del Pianeta. L’Italia, pero’, vuole dare un contributo concreto e ha messo a punto tre ‘proposte innovative’: accelerare l’eliminazione dei composti di fluoro (che e’ fra i componenti che incidono sull’effetto serra); sviluppare soprattutto nelle citta’ ‘infrastrutture verdi’ per compensare una parte significativa delle emissioni di gas serra, ma anche dimezzare lo spreco alimentare (con un potenziale risparmio di 250 milioni di tonnellate annue di CO2 solo in Europa) e introdurre ‘la contabilita’ di paesaggio’ per valutare emissioni di gas serra e compensazioni dalla natura; rendere il piu’ possibile efficace e tempestivo, sul piano giuridico l’Accordo in preparazione per la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. Tre proposte stilate da scienziati, economisti e giuristi per iniziativa della Fondazione Centro per un Futuro Sostenibile presieduto da Francesco Rutelli e presentate oggi alla presenza, tra gli altri, della presidente della Camera, Laura Boldrini, del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dal direttore generale della Fao, Jose’ Graziano da Silva.
Rutelli ha rilevato la necessita’ di “un impegno contro la crescita pericolosissima delle emissioni che alterano il clima che dev’essere fatto proprio da tutta la Comunita’ internazionale su una solida base di condivisione scientifica”. Oggi, ha spiegato, due sfide emergono perche’ il futuro sia sostenibile: far incontrare stabilmente necessita’ e vantaggi della de-carbonizzazione delle nostre societa’ (piu’ occupazione, sviluppo delle imprese, miglioramenti per la salute e per l’agricoltura) e rendere comprensibili alla cittadinanza gli obiettivi del negoziato sul clima. Ecco, ad esempio, che le industrie – con il sostegno delle istituzioni che potrebbero introdurre incentivi – devono cambiare tecnologia nella costruzione di prodotti refrigeranti (dai frigoriferi ai climatizzatori) eliminando i composti di fluoro che inquinano. Bisogna ripensare il paesaggio con piu’ verde nelle citta’ ma anche in campagna per compensare le emissioni rispettivamente di auto e degli allevamenti. E poi nel conteggio delle emissioni andrebbe conteggiato anche il paesaggio naturale (pascoli, zone umide, ad esempio). Fra le raccomandazioni finali emerse dal convegno, la necessita’ che gli Stati comunichino quanto prima i propri impegni di mitigazione visto che sinora solo sei Stati e l’Ue li hanno presentati e che l’accordo di Parigi – tra le altre cose e vista l’urgenza del cambiamento climatico – preveda l’applicazione provvisoria prima del 2020 con elementi di flessibilita’ su base individuale degli Stati.


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