David Buckingham: cultura digitale, da zero a 100 anni

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Per crescere nella cultura digitale

Recensione di Roberto Guerra – Libro fortemente innovatore di David Buckingham MEDIA LITERACY… , a cura di Romana Andò e Ida Corton (Armando editore, Roma, ). Buckingham, Professore di Media and Communications presso la School of Social Sciences della Loughborough University, Visiting anche presso la Sapienza Università di Roma (Scienza della comunicazione). è un luminoso esempio di ricerca massmediologica e pragmatica già 3.0, il famoso divenire e criptico ancora della Rete (ché poi altro non potrà essere – almeno in prima istanza- che una nuova netsfera semplicemente un poco selezionata, meno tecnoanarchica e più verosimile, più basta sulla conoscenza verificabile e meno sul dilettantismo, pur fondamentale nelle future società aperte).

22845_19613_buckinham_Image (1)Al di là delle apparenze ancora prevalenti neipaleodibattitti spesso, a volte variabili, dinamiche politico-culturali ancora fossilizzate sul fallace ossimoro “integrati e apocalittici”. Un poco come scrutare le stelle… con le illusioni ufologiche anziché con il rigore degli esobiologi…Prefatori, curatori evidenziano il nodo centrale dell’analisi complessa e critica, affascinante e pulsionale di Buckingam: spicca un raro elogio della nuova cibercultura digitale e dell’infanzia e della scuola come il laboratorio per sperimentare le future generazioni non massaggiate dai media, ma messagggere sane del nuovo messaggio elettronico..“Restaurare” ex novo scuola, didattica e neuroni 1.0 attardati, ovvero rendere saldi, solidi i Sè futuri…, superare la facile società liquida e i vecchi linguaggi pre-internet e tecnoscienza (parliamo non di semplici strumenti ma di paradigmi…). Navigare nei nuovi linguaggi delle reti, non solo il web, della tecno generation, prima pop beat, captare i media come nuova cultura popolare, come riformatizzazione stessa del futuro anteriore creativo, discernere e mappare i nuovi territori. Hanno navigatori persino le automobili, in cielo domina google map e ancora dopo decenni di media kultur le strutture per quanto aperte sociali esorcizzano, la nuova letteratura mediatica, sia essa horror, fantascienza, fumetto, musica pop, cinema, telefilm e pubblicità, il WEB, ecc. Che diceva già McLuhan persino 50/60 anni fa? Anche Platone oggi insegnerebbe con l’oracolo televisione e con le sirene della Rete! Appunto: dalla digitale cultura, pur criticamente anche, il nuovo arcobaleno, per un mondo a colori fin dalla scuola primaria, contro il daltonismo di padri e madri e professori: in Italia almeno.
Una didattica aperta, esponenziale, non riduzionisticamente lineare. Nel 2015 più utile l’Odissea di Kubrick o quella di Omero? 1984 di Orwell e Io Robot di Asimov o la sociologia dei vari Alberoni? Il monello di Charlie Chaplin o il virtuosismo dei vari Montessori? Superman e Paperino e Goldrake o Harry Potter o ancora Esopo? David Bowie o i Kraftwerk o le sinfonie di Monteverdi? (Sia ben chiaro, in sé eterni capolavori..ma i marziani che riporterebbero su Vega come prove della cultura umana e tecnologica degli anni 2000? Ecco, educare alla nostra epoca e ai nostri istinti del duemila, così impossibile per Professori fermi a ..Parmenide? .Altro che persuasori occulti, bastano ancora gli spot di un Depero, per indicare e da oltre un secolo la cibercultura allo stato nascente.. E a ciascuno i propri giocattoli elettronici, astronomico ormai il Supermarket della nuova cultura di Marconi e… Steve Jobs, poco importano anche moltissimi esempi farlocchi o diseducativi (esattamente come i libri, da un bordo La Teoria della Relatività di Einstein, dall’altra quanta immondizia nella cultura di Gutenberg e del Libro diventato dogma…).
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http://www.armando.it/schedalibro/22845/Media-Literacy-per-crescere-nella-cultura-digitale