Dramma in Nepal: dopo il terremoto è emergenza epidemie

A Kathmandu migliaia hanno trascorso la quinta notte all’addiaccio. E come ha detto il responsabile del Centro emergenza disastri del ministero dell’Interno, Rameshwor Dandal, “la natura sembra congiurare contro di noi”

Con un sistema fognario gravemente danneggiato, le carcasse di animali in putrefazione tra le macerie e centinaia di migliaia di persone che dormono all’addiaccio, il Nepal deve affrontare il rischio epidemie. Il bilancio del sisma di sabato scorso continua a salire, ma adesso il rischio e’ di una seconda tragedia simile all’emergenza scoppiata ad Haiti dopo il terremoto del 2010: la diffusione del colera, di cui la cui responsabilita’ nel Paese caraibico fu attribuita -ironia della sorte- a un contingente di caschi blu nepalesi, malgrado le smentite dell’Onu. “In un ambiente in cui l’igiene e’ scarsa e la gente beve l’acqua che arriva da sorgenti dubbie, c’e’ sempre il rischio di malattie dall’acqua infetta, diarrea, o infezioni respiratorie”, ha ammesso Patrick Fuller, portavoce ella Corte Rossa Internazionale per l’Asia-Pacifico. A Kathmandu migliaia hanno trascorso la quinta notte all’addiaccio. E come ha detto il responsabile del Centro emergenza disastri del ministero dell’Interno, Rameshwor Dandal, “la natura sembra congiurare contro di noi”.

LaPresse/Reuters
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Le squadre di soccorso hanno dovuto lavorare sotto la pioggia battente e gli elicotteri ancora una volta hanno faticato a volare verso le localita’ piu’ remote. A cinque giorni dal sisma, la speranza di trovare sopravvissuti e’ sempre piu’ fievole. Anche se la realta’ ha smentito le attese: un quindicenne, Pema Lema, e’ stato estratto dalle macerie di un edificio, a Kathmandu. I soccorritori, tra i quali gli americani dell’agenzia di cooperazione statunitense, Usaid, hanno lavorato per ore per cercare di raggiungerlo. E quando il ragazzo, messo su una barella, e’ stato issato in alto dai soccorritori, dalla folla che ansiosa aspettava l’esito delle operazioni si e’ levato un applauso. L’adolescente e’ apparso stordito, con il volto coperto di polvere, e i medici gli hanno messo subito una flebo al braccio per reidratarlo e un tutore al collo. Nel frattempo, secondo un Twitter del direttore di Nepal Times, una ragazzina di 11 anni, e’ stata estratta ancora in vita dall’esercito nepalese dopo 90 ore a Bhaktapur, la cittadina alle porte ella capitale, uno dei siti considerati Patrimonio dell’Umanita’ dall’Unesco e gravemente danneggiati dal sisma. Da notare infine che il governo di Kathmandu, che non vuole perdere la lucrosa attivita’ turistica sul tetto del mondo, si appresta a riaprire i sentieri sull’Everest. Gli alpinisti potranno tornare sull’Everest gia’ nei prossimi giorni: “Le ascensioni potranno continuare, non c’e’ ragione che qualcuno abbandoni la sua spedizione”, ha sintetizzato il responsabile del turismo nepalese, Tulsi Gauta.