Drammatico risveglio del vulcano Calcubo: è come il Vesuvio, massima allerta per la terza eruzione esplosiva

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Il vulcano Calcubo tiene col fiato sospeso Cile e Argentina: tutti gli scenari sono aperti, difficile fare previsioni

Due violente eruzioni a poche ore di distanza, una colonna di fumo e ceneri di 11 km di altezza che oscura il cielo fino alla Patagonia argentina, migliaia di evacuati e un’intera regione in massima allerta: il risveglio del vulcano Calcubo, inattivo dal 1972, sta seminando il panico da ieri nel sud del Cile. La prima eruzione del Calcubo – nella cosiddetta regione dei laghi, circa 1000 km a sud di Santiago – si e’ registrata alle 18.05 di ieri (le 23.05 in Italia) e la seconda, ancora piu’ violenta, e’ iniziata poco dopo l’una del mattino (le 6 in Italia) per concludersi alle 8.40 di oggi (le 13.40 in Italia).

vulcano Calbuco 15Le spettacolari immagini diffuse dalla stampa e dai residenti della zona mostrano l’intensita’ del fenomeno. Il Calcubo e’ considerato uno dei tre vulcani piu’ pericolosi fra i 90 che costellano il territorio cileno, e la sua riattivazione e’ risultata particolarmente drammatica. Il ministro degli Interni cileno, Mahmud Aleuy, ha informato che un giovane alpinista che risulta finora disperso potrebbe essere stato la prima vittima della violenta eruzione. Si tratta di Waldo De Flores, un 21enne che si sarebbe trovato a poca distanza dal cratere del vulcano ieri pomeriggio. Aleuy ha sottolineato che gli sforzi principali delle forze di sicurezza cilena sono concentrati nell’evacuazione della popolazione residente in un’area di 20 km intorno al Calcubo, nel timore di una possibile terza eruzione. Nel frattempo, le ceneri vulcaniche del Calcubo hanno raggiunto perfino la Patagonia argentina, dove la nota localita’ turistica di Bariloche, come altre citta’ della regione, vive da stamane in una semi penombra causata dalle dense nuvole scure che coprono il sole.

vulcano Calbuco 05La presidente Michelle Bachelet ha dovuto ritardare la sua partenza verso il sud del paese a causa della situazione meteorologica, che rende impossibile di sorvolare in aereo la zona. Il risveglio del Calcubo e’ il terzo disastro naturale che ha dovuto affrontare da quando ha assunto la presidenza, dopo le intense ed inusuali piogge che hanno colpito l’arido nord del Cile e l’eruzione del Villarica, nel marzo scorso. Gli esperti scientifici stanno ora monitorando la possibilita’ di effetti negativi dell’eruzione anche a largo raggio. Potrebbero prodursi piogge acide -la lava del Calcubo e’ particolarmente ricca in biossido di silicio- nonche’ smottamenti di neve al vertice del vulcano, che provocherebbero valanghe a valle e possibili inondazioni. Il timore degli esperti cileni e’ che si possa produrre una terza eruzione, che potrebbe risultare ancora piu’ lunga e violenta della seconda. Nel frattempo, le forze di sicurezza hanno dato 20 minuti di tempo agli abitanti di Ensenada, la localita’ piu’ vicina al vulcano -a circa 5 km dal cratere- per evacuare le loro abitazioni, alcune delle quali hanno gia’ subito danni a causa delle ceneri che si stanno accumulando sui tetti, e in alcune zone superano i 40 centimetri di altezza.

E’ un vulcano “esplosivo”, come il Vesuvio

vulcano calbuco cile8E’ come il Vesuvio il vulcano Calbuco: anche le sue eruzioni sono esplosive e sollevano colonne di gas e ceneri in atmosfera. Non si puo’ prevedere quanto durera’ l’eruzione e neanche se la colonna collassera’ o meno. L’eruzione potrebbe durare anche diversi giorni e non e’ possibile fare previsioni: ”dipende dalla quantita’ di magma in gioco e da quanto il magma e’ ricco di gas”, spiega il vulcanologo Salvatore Inguaggiato, della sezione di Palermo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il Calbuco e’ il terzo piu’ pericoloso del Cile e, spiega l’esperto, e’ un vulcano esplosivo simile al Vesuvio, ossia capace di sollevare colonne di ceneri e gas alte piu’ di 20 chilometri (ossia di tipo pliniano). In questo caso la colonna di ceneri e’ inferiore a 20 chilometri (e’ quindi di tipo sub-pliniano). Se la colonna collassera’, gas e ceneri scivoleranno lungo i fianchi del vulcano e genereranno un vento incandescente che distruggera’ tutto cio’ che incontrera’, in uno scenario che potrebbe ricordare quanto e’ accaduto a Pompei nel 79 d.C., ”ma con le dovute differenze – rileva il vulcanologo – perche’ nel caso del vulcano cileno l’area circostante e’ quasi disabitata”. Il crollo della colonna, spiega, dipende dalla spinta dal basso fornita dall’energia del vulcano: se la spinta viene meno c?e’ il collasso. Nel secondo scenario la colonna potrebbe abbassarsi lentamente, con colate di lava lungo i fianchi del vulcano e con esplosioni piu’ ridotte. La forza di una eruzione, spiega, e’ legata al gas ”che e’ il motore delle eruzioni vulcaniche”. Il monitoraggio potra’ fornire indicazioni sull’evoluzione: ”due ore prima dell’eruzione e’ stato registrato in zona uno sciame sismico con 140 scosse, se lo sciame prosegue vuol dire che c’e’ ancora gas che sta salendo”. L’eruzione piu’ violenta in tempi recenti di questovulcano c’e’ stata nel 1893 ed e’ durata due anni, in tempi recentissimi il vulcano si e’ risvegliato nel 1961 generando una colonna di ceneri e gas alta circa 13 chilometri e nel 1972 con una eruzione durata qualche ora; negli anni ’90 sono state osservate delle fumarole sulla sommita’ del vulcano.