Frana su viadotto in Sicilia, i geologi: “i nostri allarmi erano giustificati”

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Dai geologi parole pesanti su quello che accade in Sicilia: l’isola è paralizzata dopo la frana sul viadotto Himera dell’A19 Palermo-Catania

“Ciò che è accaduto in queste ore in Sicilia, sull’autostrada Palermo – Catania è l’ulteriore conferma di quanto sia fondamentale la conoscenza geologica del territorio, sia nella fase propedeutica alla progettazione, sia in quella del monitoraggio successivo all’esecuzione dell’opera, purtroppo assente anche sotto il profilo normativo. In questo caso si tratta di un’opera costruita molti decenni fa, in un periodo in cui l’approccio interdisciplinare era sconosciuto ed in cui la conoscenza geologica era marginale, se non probabilmente mancante”. Lo ha affermato poco fa Gian Vito Graziano , geologo siciliano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi .

frana viadotto a19“Ma è pur vero che la frana, peraltro di grandissima estensione, era conosciuta – ha proseguito Graziano – e la situazione doveva dunque essere monitorata. Ma in Italia si monitorano le parti strutturali dei viadotti e delle gallerie, i cavi delle funivie, le sezioni impiantistiche, ma non si controllano mai le interazioni tra le opere e i terreni. Questo perché continua ad imperare una visione anacronistica di un territorio statico, laddove è invece scientificamente dimostrato che esso è dinamico, si evolve e reagisce all’inserimento di un’opera. Se il pilone del viadotto autostradale è collassato, è evidente che le condizioni dei terreni al contorno si sono progressivamente modificate, sino a superare la soglia di resistenza della struttura. E’ ora che i massimi organi tecnici dello Stato comprendano che la normativa sulle costruzioni deve essere modificata in questa direzione e che è necessario, anzi urgente, prevedere l’obbligo di un monitoraggio geologico periodico dopo la conclusione della costruzione dell’opera. Altrimenti i nodi continueranno a venire al pettine e noi seguiteremo a farci trovare impreparati”.