Gastroenterologia: in Italia sempre più pazienti curati in reparti non idonei ed aumenta la mortalità

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Secondo un’indagine condotta dall’ Aigo e dal Ministero della Salute, in Italia aumentano i pazienti che affetti da patologie legate alla gastroenterologia sono ricoverati in altri reparti, con un aumento della spesa pubblica e del disagio del paziente a causa di una degenza ospedaliera inutile

gastroenterologiaSe è più che scontato pensare che un paziente si possa ricoverare in ospedale affinchè sia curata la sua patologia nell’apposito reparto, in Italia non è sempre così. Pare che siano fortemente in aumento il numero dei ricoveri dovuti per malattie legate all’apparato digerente, ma i cui pazienti non siano opportunatamente curati nel relativo reparto. E’ quanto è  emerso da un’indagine condotta dall’ Aigo in collaborazione con il Ministero della Salute su circa 1.000.ooo di ospedalizzazioni nell’arco di un anno legate a patologie gastroenterologiche. Dallo studio infatti è  emerso che in Italia solo il 7% dei soggetti con malattie dell’apparato digerente sono curate nei reparti di gastroenterologia e tutta la restante parte di soggetti che accusano sintomi e disturbi legati all’apparato digerente invece, sono ricoverati in altri reparti, con una diagnosi dunque, tutt’altro che corretta.

gastroQuesto stato di cose ha portato a non poche gravi conseguenze: la mortalità legata a queste patologie, la maggior parte curabile e da cui si può guarire, raddoppia passando dall’1,7% a ben il 3,8% se i pazienti in questione vengono ricoverati e curati in altri reparti e non i quelli di gastroenterologia. Perchè in Italia esiste questo strano fenomeno di “diagnosi sbagliate” e “ricoveri nei reparti non idonei” dinnanzi a patologie legate all’apparato digerente? Sicuramente uno dei fattori più determinanti è che ad oggi, in Italia, i posti letto negli ospedali italiani relativi al reparto su citato sono ben inferiori dei minimi fissati dal Sistema Sanitario Nazionale. Un’altra conseguenza da non sottovalutare non è solo quella dell’aumento delle morti dovute a complicazioni che sorgono dopo che il paziente viene ricoverato e curato in reparti che non sono legati alla giusta terapia, ma altra conseguenza è che questi ricoveri “forfettari” costano. Un giorno di ricovero costa allo stato infatti circa 600 euro, che deve essere moltiplicato per i giorni di ricovero “inutile” dei pazienti affetti da patologie legate all’apparato digerente ma che sono ricoverati in altre unità affini. E la cosa suona come paradossale posto che nell’ultima legge di stabilità è stato chiesto un ulteriore sacrificio ai bilanci della Sanità delle regioni italiane di 2,3 miliardi di euro.

L’auspicio è dunque quello di diminuire i ricoveri incongrui per i pazienti affetti da disturbi legati alla sfera della gastroenterologia posto che la degenza prolungata in ospedale in modo del tutto vano fa aumentare i costi della spesa pubblica ed inoltre influenza negativamente la ripresa del paziente a cause del disagio dovuto al ricovero inutilmente lungo e senza effettivi risultati. E sul problema, si è espresso del medesimo auspicio anche il presidente di A-IGO,  Antonio Balzano.