Giallo sulla morte del sub, pm: cauti sull’ipotesi di attacco di uno squalo

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E’ prudente il pm del Tribunale di Cagliari, Enrico Lussu

mare tempesta amareggiataL’unica cosa certa sono i due morsi, uno al fianco e uno alla spalla, larghi una ventina di centimetri, ma al momento non e’ possibile ne’ indicare che tipo di pesce gli abbia inferti, ne’ se questi siano la causa del decesso del sub Eugenio Masala. Non solo. Dal momento della scomparsa a quello del ritrovamento sono passati sei giorni, tempo nel quale presumibilmente il sommozzatore e’ rimasto in mare senza vita, in una zona dove sono presenti varie specie di pesci di grossa taglia, non per forza uno squalo. E’ prudente il pm del Tribunale di Cagliari, Enrico Lussu, che ha chiesto al medico legale Roberto Demontis un approfondimento dell’autopsia gia’ eseguita sul corpo della vittima, che avrebbe comunque escluso la presenza di acqua nei polmoni. Masala non sarebbe dunque morto annegato e la Procura sta indagando con l’ipotesi di omicidio colposo per escludere un mal funzionamento dei respiratori o altre cause esterne che avrebbero provocato il decesso. Allo stato attuale non e’ nemmeno possibile escludere se il sub sia stato vittima dell’attacco di un piccolo squalo o di un altro pesce di grandi dimensioni e se sia morto per le ferite riportate. I troppi giorni trascorsi in mare dopo la morte, in ogni modo, rendono plausibile anche l’ipotesi che l’attacco del grosso pesce possa essere stato successivo al decesso. Oggi il medico legale completera l’esame istologico e quello sui tessuti, ma per chiarire il giallo potrebbero servire parecchi giorni.