Giappone: nuovo stop al programma di caccia alle balene per “scopi scientifici”

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Il Giappone sostiene che la maggior parte delle balene non sia in pericolo di estinzione

Nuova bocciatura internazionale sul programma di caccia alle balene che il Giappone afferma abbia scopi scientifici. Questa volta arriva dagli esperti della Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc): il programma, hanno stabilito, non dimostra la necessità di uccidere i cetacei. Lo scorso anno la Corte internazionale di giustizia dell’Aia aveva stabilito che la caccia giapponese alle balene nell’Oceano antartico dovesse cessare. Tokyo cancellò quindi la gran parte delle sue missioni per la stagione 2014/2015 e propose un programma ridotto all’Iwc. Il progetto, noto come NEWREP-A, viene però ora bocciato dalla Commissione. Questa fa sapere di non poterlo appoggiare perché manca di informazioni che motivino l’uccisione dei rari animali.

baleniere“Con le informazioni presentate nella proposta, gli esperti non sono stati in grado di determinare se la caccia mortale sia necessaria a raggiungere i suoi due maggiori obiettivi. Perciò, l’attuale proposta non dimostra il bisogno di uccidere per raggiungere tali obiettivi”, hanno dichiarato. Il Giappone sostiene che la maggior parte delle balene non sia in pericolo di estinzione e che mangiare la carne dei cetacei sia parte della cultura culinaria del Paese. Nel 1987 Tokyo iniziò quella che chiama caccia con motivi scientifici, un anno dopo l’entrata in vigore della moratoria per proteggere gli animali e scontrandosi con l’opposizione mondiale. Intanto, il Giappone continua un altro programma di caccia alle balene nell’Oceano pacifico settentrionale, su cui la sentenza del tribunale internazionale non ha avuto effetto.