Pasqua, è Giovedì Santo: una giornata dal profondo significato religioso celebrata da riti millenari

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Pasqua 2015: oggi si celebra il Giovedì Santo, uno degli appuntamenti cristiani più importanti dell’anno

GIOVEDI' SANTOCon il termine “Triduo pasquale” si fa riferimento ai tre giorni precedenti la Domenica di Pasqua, nei quali si fa memoriale della Passione e Morte di Cristo, prima della Risurrezione nel giorno di Pasqua. Secondo il Rito Cattolico Romano,  il Triduo ha inizio con i Vespri del Giovedì Santo e la celebrazione della “Cena del Signore” e si conclude con i Vespri del giorno di Pasqua.  Il Giovedì Santo è il giovedì precedente la Pasqua, è il giorno dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli, quando Cristo istituì l’Eucarestia e il Sacerdozio Ministeriale, dando l’esempio dello stile di servizio attraverso il gesto della lavanda dei piedi; è il giorno del tradimento di Giuda.

GIOVEDI' SANTO 1La Messa del Crisma è la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo in Cattedrale il mattino del Giovedì Santo. In tale mattinata non viene celebrata nessun’altra messa, in nessuna parrocchia o chiesa. Alla Messa del Crisma partecipano tutti i presbiteri della diocesi.  Essa ha un significato profondo: vuole rappresentare l’unità della chiesa locale, raccolta intorno al proprio Vescovo. In tale Messa, dove vengono consacrati gli Oli Santi (il Crisma, l’Olio dei Catecumeni e l’Olio degli infermi), tutti i presbiteri rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione. La riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ha fatto della Messa Crismale una giornata sacerdotale, con la riunione del Presbiterio della Diocesi attorno al proprio Vescovo, la rinnovazione delle promesse sacerdotali e la concelebrazione, per sottolineare l’unità del Sacerdozio ministeriale.

GIOVEDI' SANTO 4La Messa nella Cena del Signore (Missa in Cena Domini), invece, è la celebrazione eucaristica della sera del Giovedì Santo, con cui inizia il solenne Triduo Pasquale. In essa si fa memoria dell’Ultima Cena consumata da Gesù prima della sua Passione e si commemorano l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio ministeriale. La celebrazione termina con la processione con sui si porta l’Eucarestia all’Altare della reposizione, appositamente preparato per l’Adorazione dei fedeli. Il rito romano fa memoria anche del comandamento dell’amore e a suggello di ciò si svolge il rito della lavanda dei piedi, ripetendo il gesto che Gesù fece dopo l’Ultima Cena.  Tra le particolarità di questa Messa, il fatto che i campanelli in chiesa e le campane suonino a festa. Occorrerà, poi, attendere il Gloria della Veglia Pasquale, nella notte tra il Sabato Santo e il Giorno di Pasqua. Il silenzio indica l’attesa della gioia pasquale. Dopo l’omelia, come noto, si svolge la lavanda dei piedi in cui il sacerdote, dopo essersi tolto le vesti liturgiche, tranne la stola, e dopo aver indossato il gremiale, lava i piedi a 12 uomini, che rappresentano i 12 apostoli. Il pane da consacrare deve essere in quantità sufficiente affinché ci sia l’Eucarestia anche per l’indomani, il Venerdì Santo, giorno in cui non si celebra la Messa, ma solo la Passione del Signore.